Questo è il blog omonimo
del libro denuncia uscito nel mese di maggio del 2006.
Un romanzo giallo incentrato
sulla situazione precaria dei bambini di strada nepalesi,
con... una sfumatura rosa.
Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà:
il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto
sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu
che opera per difendere i più elementari diritti di bambini, donne e uomini
Per acquisti dall'Italia:
ISBN: 978-88-902810-0-6
Per acquisti dalla Svizzera:
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Come segnalato su TicinoOnLine e su La Regione Ticino, grazie a Un caffè a Kathmandu sono stati donati ben 10mila franchi (pari a 6250 euro circa) alla Onlus Apeiron...

Dal Ticino, diecimila franchi a favore dei bambini nepalesi grazie a un libro scritto da una giornalista locarnese. La donatrice è un’importante azienda di Riazzino; l’associazione beneficiaria è l’Apeiron Nepal; il libro è il giallo-rosa “Un caffè a Kathmandu” (www.uncaffeakathmandu.splinder.com); mentre l’autrice del romanzo denuncia è Manuela Mazzi.
Una notizia improvvisa che ha piacevolmente sorpreso sia la onlus sia l’autrice, che negli scorsi giorni è stata avvisata con queste parole: «Cara Manuela, ti ringraziamo molto per il tuo lavoro che ha dato immediati e sostanziosi frutti: qualcuno di un’azienda svizzera di Riazzino ha letto il tuo libro e ha voluto fare una cospicua donazione ad Apeiron di 10.000 franchi…».
La destinazione dell’importante somma è stata definita in questi giorni: i diecimila franchi andranno a supportare il progetto «Casa Nepal», nato dalla collaborazione di Himalayan Seeds con l’Associazione Apeiron attiva in Nepal dal 1997 (www.apeiron-aid.org). Si tratta di un centro d’accoglienza che darà rifugio e assistenza a donne vittime di violenza e discriminazione, e a bambini orfani o abbandonati.
In Nepal la condizione delle donne influisce evidentemente anche su quella dei bambini, a loro volta vittime dirette o indirette della discriminazione e della violenza. Sempre più numerosi, infatti, sono i bambini che vivono con madri sole perché ripudiate, abbandonate o rimaste sole a causa della guerra.
I bambini, poi, sono direttamente colpiti da fenomeni di violenza di varia origine: dalla tratta di esseri umani alla pedofilia, dallo sfruttamento del lavoro minorile, alla tratta delle adozioni a distanza.
«Mi ha dato gioia – ha detto Manuela Mazzi, che a fine marzo è uscita con il nuovo reportage “Un gigolo in doppiopetto”, che denuncia la storia vera di un gigolo ticinese – ma anche molta soddisfazione e un pizzico d’orgoglio, per il fatto che un così importante gesto solidale sia arrivato dal Ticino. Ringrazio di cuore la dirigenza dell’azienda, anche a nome di Apeiron».
RIAZZINO- Dal Ticino un grande gesto solidale a favore del Nepal, grazie a un libro scritto da una giornalista locarnese. Manuela Mazzi, l'autrice di "Un caffé a Kathmandu" ha infatti ricevuto un ringraziamento da parte della Onlus Apeiron che ha beneficiato di una donazione di 10 mila franchi da parte di un'azienda svizzera di Riazzino. La ditta in questione è venuta a conoscenza dell'attività dell'Apeiron proprio grazie al libro scritto da Manuela Mazzi e ha deciso di devolvere una somma così considerevole a favore dell’attività della onlus nepalese, che si occupa di salvaguardare i minimi diritti fondamentali dei membri più deboli della società locale.
Ebbene, in questi giorni, Apeiron ha determinato la destinazione della somma: i diecimila franchi andranno a supportare il progetto «Casa Nepal», nato dalla collaborazione di Himalayan Seeds con l’Associazione Apeiron attiva in Nepal dal 1997 (www.apeiron-aid.org). Si tratta di un centro d’accoglienza che darà rifugio e assistenza a donne vittime di violenza e discriminazione, e a bambini orfani o abbandonati. In Nepal la condizione delle donne influisce evidentemente anche su quella dei bambini, a loro volta vittime dirette o indirette della discriminazione e della violenza. Sempre più numerosi, infatti, sono i bambini che vivono con madri sole perché ripudiate, abbandonate o rimaste sole a causa della guerra. I bambini, poi, sono direttamente colpiti da fenomeni di violenza di aria origine: dalla tratta di esseri umani alla pedofilia, dallo sfruttamento del lavoro minorile, alla tratta delle adozioni a distanza.
«Non avrei mai immaginato – ha commentato Manuela Mazzi – di poter raggiungere un simile risultato grazie a “Un caffè a Kathmandu”. Certo, la speranza era quella di vendere bene così da devolvere il più possibile e allo stesso tempo sensibilizzare i lettori: ma una simile sorpresa non me la sognavo neppure. Mi ha dato una grande gioia e un pizzico d’orgoglio – conclude Manuela Mazzi - il fatto che un così importante gesto solidale sia arrivato proprio dal Ticino. Ringrazio quindi pubblicamente la dirigenza dell’azienda, anche a nome di Apeiron».
Cari tutti, Apeiron sta cercando nuovi collaboratori. Persone dinamiche e dotate di spirito iniziativa intenzionate a dedicarsi a una bella avventura come quella di far crescere un’organizzazione di cooperazione internazionale. Di seguito segnalo i dettagli. Aperiron sta tentando di creare un team di persone entusiaste e capaci: dategli una mano!
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Apeiron nasce nel 1996 come Associazione di soli volontari con l’obiettivo di lavorare nella cooperazione
Il percorso è stato faticoso perché, con il supporto di soli volontari, il ritmo non sempre ha consentito di tenere stabili le relazioni con gli enti pubblici e le istituzioni, nonché con le varie realtà private. Crescendo come associazione, si è palesata la necessità di conoscenze tecniche ed esperienza, oltre a un impegno quotidiano, che solo un lavoro strutturato può garantire.
Il lavoro svolto fino ad oggi dai volontari ha comunque portato Apeiron ad essere un’organizzazione internazionale che si è registrata in Nepal nel 2004 (abbiamo una sede stabile nella capitale, Kathmandu) e che lavora prevalentemente nel campo delle donne e dei bambini, con una visione sempre più incentrata sulla formazione al lavoro e sull’apertura di nuovi mercati, per creare opportunità di lavoro e inserimento sociale.
Oggi, grazie a questa crescita e all’impegno che molti volontari hanno profuso, siamo cresciuti e ci rendiamo conto che è necessario ristrutturare l’organizzazione rendendola più professionale. Gli impegni sono molti e su più campi e i volontari non bastano più. Siamo, quindi, in cerca di professionisti con un certo senso critico verso la realtà, con voglia di imparare dall’esperienza e con una certa apertura mentale per contribuire al salto di Apeiron, da associazione di volontariato ad organizzazione professionale. I volontari continueranno ad essere una risorsa importante da potersi inserire nei programmi dell’Associazione.
Abbiamo già progetti in corso e sponsors da gestire e coordinare e attualmente due persone stanno investendo le loro abilità professionali e il loro tempo per sviluppare la parte amministrativa e progettuale di Apeiron. Queste due persone si occupano rispettivamente, una di essere presente sul territorio nepalese e seguire l’implementazione dei progetti sul campo e le relazioni con controparti e governo locale; l’altra segue la parte progettuale in Italia. Siamo alla ricerca di qualcuno che, dotato di spirito di inziativa e capacità organizzative, voglia intraprendere questa avventura, andando a completare un team di lavoro che già si muove a pieno ritmo.
Fino ad oggi Apeiron non aveva previsto il pagamento di stipendi per le persone che vi hanno lavorato; la strada verso la quale ci siamo avviati ha anche lo scopo di produrre le risorse necessarie affinché i professionisti che ci lavorano, abbiano una retribuzione equa e dignitosa. Per cui, se quella che proponiamo è da un lato senza dubbio un’offerta di lavoro anomala, perché non affiancata dall’offerta di uno stipendio, dall’altra non abbiamo dubbi che, chi è interessato a una realtà come la nostra, non si lascerà sfuggire l’occasione di tuffarsi in un’avventura ancora tutta da scrivere.
In questa prima fase di avviamento ad una professionalizzazione, Apeiron necessita di almeno altre due figure:
1) coordinatore
Questa persona dovrà occuparsi:
- della gestione e del coordinamento dei vari contatti: dagli sponsors alle organizzazioni partner, passando anche dall’informazione dei soci e dei gruppi di Apeiron;
- dell’amministrazione dell’Associazione: dal lavoro di segreteria (rispondendo alle varie comunicazioni e richieste indirizzate ad Apeiron) a quello di "link" tra l’espatriato che segue i progetti in Nepal e l’esperto di progettazione che lavora in Italia;
- del reperimento di fondi, creando nuovi contatti sia con privati, sia con enti pubblici ed istituzioni.
Deve trattarsi di una persona estremamente dinamica, che abbia esperienza nella gestione dei rapporti interpersonali, con doti comunicative e grande capacità organizzative.
2) commerciale
questa persona dovrà occuparsi:
- della gestione commerciale dei manufatti che le cooperative con cui Apeiron lavora in Nepal producono e che devono essere venduti in Europa sotto il marchio etico Orange, a di proprietà di Apeiron;
- della creazione di una rete di contatti per creare nuove sinergie con realtà commerciali e di distribuzion in Italia ed in Europa;
- dell’esplorazione di nuove possibili collaborazioni con realtà artigianali ed imprenditoriali nepalesi;
Deve trattarsi di una persona che abbia già una comprovata esperienza nel campo commerciale, con grande capacità di muoversi anche in ambienti poco familiari e che sappia coordinarsi agilmente con chi si occupa della parte creativa (in Italia).
Chiunque ritenesse di possedere le caratteristiche indicate, o volesse semplicemente ottenere ulteriori informazioni, è invitato a contattare, mettendoli tutti in copia:
andrea.menghini@apeiron-aid.org;
barbara.monachesi@apeiron-aid.org;
laura.delconte@apeiron-aid.org;
e a controllare il nostro sito: www.apeiron-aid.org
Un po' in ritardo, ma credo che ne valga comunque la pena. Pubblico di seguito il resoconto di fine anno dell'Associazione Apeiron
Newsletter di fine anno 2006
Salve
Quest’anno Apeiron compie 10 anni!
Il lavoro in Nepal prosegue con l’entusiasmo dei primi giorni, sostenuto dal buon esito dei progetti.
Il progetto casi legali dura da 1 anno ed ha già garantito la cittadinanza a 12 donne in soli 6 mesi, quando la previsione era di 15 donne in un anno.
Casa Nepal sta finalmente partendo: è stata registrata un'organizzazione locale della quale fa parte il console onorario italiano, garanzia dell’ effettiva destinazione dei fondi; stiamo definendo le linee guida per l’inserimento delle beneficiarie. La casa accoglierà 40 persone, tra donne e bambini, e si organizzerà per la formazione al lavoro e gli eventuali casi legali. Abbiamo stabilito una nuova collaborazione con Clown One, un'organizzazione italiana collegata a Patch Adams, il medico clown, che contribuisce al progetto di Casa Nepal e sponsorizza 10 bambine a scuola per 10 anni.
Il progetto Shakty Ghaar, il corso di inglese ed economia domestica iniziato due anni fa, ha già sistemato 6 ragazze nel mondo del lavoro, due stanno finendo una formazione in un albergo e altre 5 stanno seguendo la formazione presso la nostra sede. Abbiamo formato al Taiji Quan una ragazza nepalese che già praticava karate e che adesso sta insegnando alle ragazze vittime di violenza del programma shakty ghaar di Apeiron e, 3 volte la settimana, a 40 donne di un centro di accoglienza per donne vittime di violenza.
Abbiamo creato un Marchio Etico di Apeiron (Orange,a) che certifica i prodotti delle cooperative con cui collaboriamo, come Prayas, costituita insieme ad un gruppo di donne tessitrici. Il progetto prevede di estendere il marchio su tutti i prodotti che intenderemo promuovere in Nepal e in Italia.
Per quanto riguarda le iniziative in Italia, tra i libri che sono stati realizzati per il sostegno dei progetti di Aperon, quello fotografico di Andrea Marcandalli (“Un progetto per il Nepal”) ha girato tutta la penisola insieme ad una mostra fotografica organizzata presso tutti i centri Apeiron in Italia.
Il libro-giallo “Un caffè a Kathmandu”, di Manuela Mazzi ha ampiamente incontrato i gusti del pubblico e abbiamo appena pubblicato un piccolo libro a fumetti, di Massimo Leonardini, sui diritti del fanciullo, corredato dell’omonima convenzione redatta da Amnesty International. Il gruppo del Tigullio, partendo da questa pubblicazione, ha stretto un legame con la federazione di nuoto Chiavari-Nuoto, che sta pubblicizzando l’associazione durante le varie partite di campionato, esibendo una simpatica maglietta. Inoltre, i dirigenti e gli atleti della squadra di palla a nuoto si stanno impegnando nell’organizzazione di vari eventi d’incontro tra le associazioni locali.
In Toscana abbiamo stabilito un contatto con i Supermercati il Centro che, nella loro Raccolta punti, offrono ai loro clienti la possibilità di soggiornare in Nepal, per un’intera settimana, presso la sede di Apeiron che ospita fino a 12 persone.
Sono nate 2 nuove sedi Apeiron in Italia, a Roma e a Perugia, e ne nasceranno altre
E’ entrata a far parte di Apeiron Barbara, un avvocato che collabora da anni con Amnesty International e che da gennaio sarà il nuovo Country Director per Apeiron in Nepal.
Ad oggi i vari gruppi stanno organizzando i Mercatini di Natale per mostrare i nuovi prodotti tessili della cooperativa Prayas (si veda il Calendario sul sito) e raccogliere fondi con la vendita di libri e biglietti d’auguri.
Auguriamo a tutti Buone Feste!
a librerie in ticino
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b tema e trama
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d apeiron
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e diversi
f altri libri
g fiere letterarie
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h presentazione
h recensioni
h segnalazioni

Nome: Manuela Mazzi
Chi sono?
Di certo non sono più adolescente, anche se ad alcuni piace definirmi naif. Sono invece una giornalista, ma non di quelle che diventano famose: non ho intenzione di scendere a certi compromessi. Tuttavia ho intenzione di lottare per continuare a scrivere, a esprimere ciò che ho dentro, a spiegare e raccontare quanto mi va di dire. Ecco il motivo per cui ho deciso di iniziare a scrivere libri... sia mai che in questo modo io riesca finalmente a "parlare al mondo" senza censure di sorta. Il mio nome è Manuela Mazzi.
A metà maggio 2005 è uscito il mio primissimo libro intitolato "L'angelo apprendista", mentre a metà maggio 2006 è stato pubblicato il romanzo "Un caffè a Kathmandu". L'ultimo nato è invece "Un gigolo in doppiopetto" uscito a inizio aprile 2007.
***L'ANGELO APPRENDISTA - IL LIBRO
***Libri Oltre La Trama
***MA.MA. IOBLOGGO
***Manuela Mazzi, sito
***PHOTO MA.MA.
***Progetto cultura 2003
***UN GIGOLO IN DOPPIOPETTO
Alessandro Maiucchi
APEIRON
Elio del Biaggio
Fed.Karate CH
giorno per giorno
Groudy.Blue
Il vizio di leggere
Inrete.ch
Karate - Bushi No Te
Katalgato
La caverna
Lavelle
Libri e Film
Manuale di Mari
Meditare.it
Open Space
Pensierofilia Arts
Pianeta.com
Radio Antenna Fondi
Randy Nucera
Randy Production
Remo Bassini - Appunti
Solaris
Solo notizie
Spaghi d'Autore
Tutti i Siti
Un fotografo in moto
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Chi desidera
informazioni in merito
al contenuto
de "L'angelo apprendista",
è pregato di consultare
il sito:
www.
angeloapprendista.
splinder.com
oppure di prendere contatto
direttamente con me
via e-mail: Grazie!
E-mail:
angeloapprendista
@tiomail.ch
uncaffeakathmandu
@tiomail.ch
ISBN: 88-89243-31-7
Per la Svizzera:
Per l'Italia:
In vendita da metà maggio 2006 anche il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, uscito nella collana "Un libro in aiuto" per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma e già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi. Un libro a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.
ISBN: 88-89243-95-3
Per la Svizzera:
Per l'Italia:
A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
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"Un gigolo in doppiopetto"
- dalla Svizzera - è invitato
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il seguente formulario:
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Grazie.
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