«Un caffè a Kathmandu»

Questo è il blog omonimo
del libro denuncia uscito nel mese di maggio del 2006.
Un romanzo giallo incentrato
sulla situazione precaria dei bambini di strada nepalesi,
con... una sfumatura rosa.

Copertina Un caffè a Kathmandu Copertina Un caffè a Kathmandu Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà:
il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto
sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu
che opera per difendere i più elementari diritti di bambini, donne e uomini


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ISBN: 978-88-902810-0-6

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domenica, 30 luglio 2006
Recensione sul Giornale dell'Umbria

 A Lucia per questo splendido regalo: grazie di cuore!
Il Giornale dell'Umbria - recensione di Un caffè a Kathmandu di Lucia PippiNel romanzo di Manuela Mazzi il racconto

dei bambini di strada di Kathmandu.
Un giallo che si tinge di rosa

Un caffè per scoprire tutti i segreti del Nepal

 

PERUGIA – Il Nepal è un luogo magico, unico. Ma quando si pensa a questo paese asiatico la prima cosa che viene in mente è la purezza ascetica dei monaci, la loro spiritualità. Un posto in cui, in un’epoca non troppo lontana, si andava per ritrovare se stessi. Tuttavia il Nepal non è questo, o meglio, non solo questo.

Lo ha capito perfettamente Manuela Mazzi, giovane scrittrice e giornalista ticinese che con il suo romanzo, «Un caffè a Kathmandu», ha saputo raccontare il mistero e il fascino di questa terra dai mille e mille volti. Ma soprattutto ha saputo spostare l’attenzione su uno dei principali problemi di questa realtà sconosciuta ai più: quello della povertà e della misera sorte dei tanti bambini di strada. Sono loro i veri protagonisti della storia raccontata da Manuela Mazzi. Quei piccoli volti, da «uomini in miniatura», sporchi, provati dalle fatiche della vita. Loro che con la forza d’animo di piccole creature cresciute troppo in fretta, sono costretti a subire ogni tipo di angheria da parte degli adulti. Si drogano, vengono costretti ai lavori peggiori, come quello di spaccare pietre, in alcuni casi vengono avviati alla prostituzione e venduti come piccoli schiavi da occidentali senza scrupoli.

È su questo sfondo che si stagliano tre figure: Michela, fotografa svizzera, Carlos, operatore spagnolo e Franck, giornalista italo-inglese, tutti inNepal per portare a termine un reportage sulla difficile condizione e lo sfruttamento dei bambini.

La trama si snoda attraverso le giornate lavorative di questo gruppo eterogeneo di persone ed è narrato in prima persona da Michela. Ma qualcuno nasconde un segreto, una terribile verità. Un qualcosa che sfugge al primo sguardo. Chi sarà di loro a mentire? Il bello e tenebroso Carlos, oppure Franck, il viaggiatore esperto, l’uomo di mondo, che affronta la vita e i rapporti con gli altri all’insegna della leggerezza? Un vero e proprio giallo all’interno del quale Michela si trova a dover dipanare una matassa ogni giorno più intrigata. Fino alla fine quando troverà l’amore e cambierà completamente vita.

Una trama ricca di colpi di scena per un libro che è insieme denuncia e occasione concreta di aiuto. Gli incassi (il 50 %) saranno infatti devoluti a favore di Apeiron, una Onlus che si occupa del recupero dei bimbi del Nepal. È proprio grazie a loro che Manuela Mazzi ha conosciuto questa realtà. E insieme a loro ha deciso di sollevare un velo su quanto sta accadento in un paese sconosciuto.

Luicia Pippi

Postato da: mmazzi a 17:11 | link | commenti (7) |
h segnalazioni, h interviste, h recensioni


Commenti
#1   01 Agosto 2006 - 19:25
 
Cara Manu, a proposito della A.M.Ortese, la verità dietro alle parole, la percepiamo anche dalla intensità concreta, solida, delle parole stesse, veramente forgiate dal dolore e dalla disperazione dell'autrice. Io, (ma credo tutti, se vogliono andare più a fondo) sento sempre se dietro certe parole, certe frasi, c'è solo il vuoto o un mero esercizio di stile, di cui faremmo tutti volentieri a meno!
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#2   02 Agosto 2006 - 08:02
 
Dici Bene, caro amico: "Se vogliamo andare più a fondo"...
Sono convinta che alcuni quando iniziano una lettura partono giocoforza con dei preconcetti... se un autore è noto, è bravo, ha sofferto, è qualcuno, allora automaticamente si rischia di conferire un certo peso a determinate parole; altrimenti se non si ha notizia sulla vita dell'autore, o peggio, se lo si sottovaluta a priori, difficilmente ciò che dice può venir letto a fondo... Affermo quanto sopra solo perché ho vissuto alcuni esempi lampanti... ma ovviamente non voglio generalizzare: tu, di certo se non per passione per deformazione professionale, andrai fors'anche oltre... il fondo!... e per fortuna!
PS: Ma perché poi, sembrano essere sempre più importanti le storie di quotidiana sofferenza? E non quelli positivi? Possibile che la gente continui a volersi rispecchiare in altre vite? Non basta la loro a rattristarli? Devono sentirsi per forza parte di un sistema malato per sentirsi un po' meglio? Non sarebbe più positivo catapultarsi in un mondo ottimistico per finire con una lettura che ti lasci gioia, felicità e spensieratezza con cui affrontare la giornata? Non capisco.....
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#3   03 Agosto 2006 - 19:15
 
Finchè ci sarà qualcuno
capace di sognare
... dalle dune immense del Sahara
ai ghiacciai del Tibet,
da Cape Cod
al Mare Salato,
dalla Verde Irlanda
alle Bretagne ...
il nostro mondo non morirà mai
e ... noi esisteremo ...


Fata Morgana (dal mio post
su Corto Maltese e Pandora)


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#4   04 Agosto 2006 - 10:24
 
Le tue parole sono rincuoranti. Fa piacere avere la stima di un “esimio amico”. Grazie mille.
Pensando a Corto… o meglio in merito a suo padre Pratt, credo che sia riuscito magistralmente, in tutte le sue opere, a concentrare in poche frasi concetti, sentimenti, sogni, così coinvolgenti grazie, a volte, anche alle ambientazioni tanto reali generate dai suoi acquerelli che – personalmente – lo ritengo un maestro della sintesi metaforica delle più grandi passioni che muovono il mondo (positive o negative che siano). Tu, con le tue estemporanee apparse, con quelle frasi accompagnate da immagini a tema, fai quasi lo stesso…
Anche se – permettimelo, ma sono certa che sarai d’accordo con me – Pratt rimane il maestro…
PS: quanto mi piacerebbe perdermi in quel filone di pensiero prattese, in un qualsiasi luogo terreno o fantastico - per poi riemergere e riuscire a veder apparire magicamente quel vissuto su un foglio di carta bianca… per mano mia.
Parto per una settimanella di ferie in un posto incantato del Canton Grigioni,… anche se mi manca gli strilli rauchi dei gabbiani di mare…
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#5   04 Agosto 2006 - 13:23
 
Ti auguro una splendida vacanza Svizzera, Manu ! E ti spedisco un paio di gabbiani virtuali, a ricordo del Mare e di Corto Maltese ...
a presto ...
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#6   13 Agosto 2006 - 08:00
 
Bentornata, Manu!!! E' verissimo quello che dici: il passato è vivo nella misura in cui confluisce nel nostro presente e nella misura in cui diventa spinta per il nostro futuro, ma ... può diventare anche un seme esperienziale che alimenta il futuro delle generazioni che ci seguiranno, come se la vita che è stata in noi (il nostro passato personale) continuasse all'infinito ad alimentare tutti i secoli della storia dell'umanità ...

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#7   14 Agosto 2006 - 11:37
 
bella recensione, Manu, te la meriti...il libro è davvero bello e ben scritto. fa venire voglia di saperne di più, almeno questo è quello che ha suscitato in me...curiosità e voglia di approfondire. E' inoltre un libro piacevole da leggere anche solo per il gusto di godere di una bella storia!
complimenti!
bacioni.
Giusi
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Eccomi

Blogger: mmazzi
Nome: Manuela Mazzi


Chi sono?

Di certo non sono più adolescente, anche se ad alcuni piace definirmi naif. Sono invece una giornalista, ma non di quelle che diventano famose: non ho intenzione di scendere a certi compromessi. Tuttavia ho intenzione di lottare per continuare a scrivere, a esprimere ciò che ho dentro, a spiegare e raccontare quanto mi va di dire. Ecco il motivo per cui ho deciso di iniziare a scrivere libri... sia mai che in questo modo io riesca finalmente a "parlare al mondo" senza censure di sorta. Il mio nome è Manuela Mazzi.

A metà maggio 2005 è uscito il mio primissimo libro intitolato "L'angelo apprendista", mentre a metà maggio 2006 è stato pubblicato il romanzo "Un caffè a Kathmandu". L'ultimo nato è invece "Un gigolo in doppiopetto" uscito a inizio aprile 2007.

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uncaffeakathmandu @tiomail.ch
 

ISBN: 88-89243-31-7


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In vendita da metà maggio 2006 anche il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, uscito nella collana "Un libro in aiuto" per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma e già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi. Un libro a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.

 

ISBN: 88-89243-95-3

Per la Svizzera:

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Per l'Italia:



A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto". La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera. Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese. Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".

 

ISBN: 978-88-902810-0-6

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