Questo è il blog omonimo
del libro denuncia uscito nel mese di maggio del 2006.
Un romanzo giallo incentrato
sulla situazione precaria dei bambini di strada nepalesi,
con... una sfumatura rosa.
Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà:
il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto
sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu
che opera per difendere i più elementari diritti di bambini, donne e uomini
Per acquisti dall'Italia:
ISBN: 978-88-902810-0-6
Per acquisti dalla Svizzera:
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A Lucia per questo splendido regalo: grazie di cuore!
Nel romanzo di Manuela Mazzi il racconto
dei bambini di strada di Kathmandu.
Un giallo che si tinge di rosa
Un caffè per scoprire tutti i segreti del Nepal
PERUGIA – Il Nepal è un luogo magico, unico. Ma quando si pensa a questo paese asiatico la prima cosa che viene in mente è la purezza ascetica dei monaci, la loro spiritualità. Un posto in cui, in un’epoca non troppo lontana, si andava per ritrovare se stessi. Tuttavia il Nepal non è questo, o meglio, non solo questo.
Lo ha capito perfettamente Manuela Mazzi, giovane scrittrice e giornalista ticinese che con il suo romanzo, «Un caffè a Kathmandu», ha saputo raccontare il mistero e il fascino di questa terra dai mille e mille volti. Ma soprattutto ha saputo spostare l’attenzione su uno dei principali problemi di questa realtà sconosciuta ai più: quello della povertà e della misera sorte dei tanti bambini di strada. Sono loro i veri protagonisti della storia raccontata da Manuela Mazzi. Quei piccoli volti, da «uomini in miniatura», sporchi, provati dalle fatiche della vita. Loro che con la forza d’animo di piccole creature cresciute troppo in fretta, sono costretti a subire ogni tipo di angheria da parte degli adulti. Si drogano, vengono costretti ai lavori peggiori, come quello di spaccare pietre, in alcuni casi vengono avviati alla prostituzione e venduti come piccoli schiavi da occidentali senza scrupoli.
È su questo sfondo che si stagliano tre figure: Michela, fotografa svizzera, Carlos, operatore spagnolo e Franck, giornalista italo-inglese, tutti inNepal per portare a termine un reportage sulla difficile condizione e lo sfruttamento dei bambini.
La trama si snoda attraverso le giornate lavorative di questo gruppo eterogeneo di persone ed è narrato in prima persona da Michela. Ma qualcuno nasconde un segreto, una terribile verità. Un qualcosa che sfugge al primo sguardo. Chi sarà di loro a mentire? Il bello e tenebroso Carlos, oppure Franck, il viaggiatore esperto, l’uomo di mondo, che affronta la vita e i rapporti con gli altri all’insegna della leggerezza? Un vero e proprio giallo all’interno del quale Michela si trova a dover dipanare una matassa ogni giorno più intrigata. Fino alla fine quando troverà l’amore e cambierà completamente vita.
Una trama ricca di colpi di scena per un libro che è insieme denuncia e occasione concreta di aiuto. Gli incassi (il 50 %) saranno infatti devoluti a favore di Apeiron, una Onlus che si occupa del recupero dei bimbi del Nepal. È proprio grazie a loro che Manuela Mazzi ha conosciuto questa realtà. E insieme a loro ha deciso di sollevare un velo su quanto sta accadento in un paese sconosciuto.
Luicia Pippi

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Nome: Manuela Mazzi
Chi sono?
Di certo non sono più adolescente, anche se ad alcuni piace definirmi naif. Sono invece una giornalista, ma non di quelle che diventano famose: non ho intenzione di scendere a certi compromessi. Tuttavia ho intenzione di lottare per continuare a scrivere, a esprimere ciò che ho dentro, a spiegare e raccontare quanto mi va di dire. Ecco il motivo per cui ho deciso di iniziare a scrivere libri... sia mai che in questo modo io riesca finalmente a "parlare al mondo" senza censure di sorta. Il mio nome è Manuela Mazzi.
A metà maggio 2005 è uscito il mio primissimo libro intitolato "L'angelo apprendista", mentre a metà maggio 2006 è stato pubblicato il romanzo "Un caffè a Kathmandu". L'ultimo nato è invece "Un gigolo in doppiopetto" uscito a inizio aprile 2007.
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ISBN: 88-89243-31-7
Per la Svizzera:
Per l'Italia:
In vendita da metà maggio 2006 anche il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, uscito nella collana "Un libro in aiuto" per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma e già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi. Un libro a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.
ISBN: 88-89243-95-3
Per la Svizzera:
Per l'Italia:
A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
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"Un gigolo in doppiopetto"
- dalla Svizzera - è invitato
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