«Un caffè a Kathmandu»

Questo è il blog omonimo
del libro denuncia uscito nel mese di maggio del 2006.
Un romanzo giallo incentrato
sulla situazione precaria dei bambini di strada nepalesi,
con... una sfumatura rosa.

Copertina Un caffè a Kathmandu Copertina Un caffè a Kathmandu Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà:
il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto
sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu
che opera per difendere i più elementari diritti di bambini, donne e uomini


Per acquisti dall'Italia:


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formulario per Un caffè a Kathmandu



ISBN: 978-88-902810-0-6

Per acquisti dalla Svizzera:

formulario per Un gigolo in doppiopetto


NEWS: da agosto è on-line il mio nuovo sito ufficiale - http://manuelamazzi.altervista.org


sabato, 30 dicembre 2006
Prosperità e fortuna

Ecco il mio augurio di Buon Anno per mezzo di un ricordo-immagine proveniente direttamente dal Nepal, da Kathmandu.

Ganesh

Rappresentato è Ganesh, che viene invocato dagli induisti anche prima di iniziare una qualsiasi attività – nella fattispecie è quindi perfetto per dare il via all’anno nuovo - in quanto questa divinità è ritenuta il Signore del buon auspicio che dona prosperità e fortuna e il Distruttore degli ostacoli di ordine materiale o spirituale. Che l’energia positiva dilaghi…

Postato da: mmazzi a 18:06 | link | commenti (14) |
e diversi


Commenti
#1   30 Dicembre 2006 - 19:51
 
speriamoooooooooooooooooooo!!!!
un enorme augurio di buon anno. bacioni.
giusi
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#2   30 Dicembre 2006 - 20:26
 
Buon Anno Nuovo.
Mirco
utente anonimo

#3   31 Dicembre 2006 - 00:22
 
..ne avremmo bisogno un po' tutti del Signore del buon auspicio.....

..auguri di bouna fine e di un miglior principio.....

..a presto....
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#4   31 Dicembre 2006 - 10:18
 
Tantissimi auguri di un buon 2007
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#5   31 Dicembre 2006 - 14:06
 
Tanti auguri di uno splendido 2007 anche a voi!!!
Cmq ci vediamo presto, no?

(guarda quest'immagine spassosa:

http://blog.fupps.com/wp-content/media/thumb-happynewyearsmall.jpg)
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#6   31 Dicembre 2006 - 14:09
 
Dimenticavo un bhajan:

"Jai Ganesh Jai Ganesh, Jai Ganesh deva Mata jaki Parvati, Pita Mahadeva..."

Se vuoi ho l'mp3 (in realtà ho pure un ciondolo d'argento di Ganesh)!
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#7   31 Dicembre 2006 - 15:26
 
Auguri,Manuela che il 2007 sia di buon auspicio per tutti quelli che hanno bisogno . Piero
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#8   31 Dicembre 2006 - 17:24
 
Manuela... angelo mio... un augurio di salute.. amore... e fantasia... per poter creare del nuovo dai doni che l'anno nuovo ci porterà incontro.... Buon 2007 a te
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#9   31 Dicembre 2006 - 17:39
 






E che sia un anno a...












http://www.museodelblog.com/aryl/musica/Lys.mp3
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#10   31 Dicembre 2006 - 20:50
 
A U G U R I
banale lo so...ma sincero
:-))))))))
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#11   02 Gennaio 2007 - 10:03
 






I teologi pensano di sapere tutte le domande... gli scienziati tutte le risposte...
ma quello che penso tra me e me, che in fondo la vita e' tutta un... variete'...

(e che ne sia un anno ricco)
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#12   02 Gennaio 2007 - 11:17
 
Ricevo piacere in Ganesh per ogni inizio. Quando ho dubbi e quando non so. Grazie e che l'auspicio positivo diventi luce e bussola. Un abbraccio...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Vittorio

#13   04 Gennaio 2007 - 17:21
 
anche da un'immagine sacrale ci si può confortare...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Manent

#14   31 Marzo 2007 - 15:37
 
Chissà perchè Parigi è stata sempre il rifugio di questi eroi un pò curiosi......
che si son fatti vivi...dopo

.....quando le cose andavano male per il Governo che loro ...da Parigi.....osteggiavano....
da Parigi...eh eh eh.....

Teheran era una splendida città quando c'era lo scià.

quando ci fu la rivoluzione in Iran
Ruhollah Khomeyni si affrettò a rientrare in patria....( come aveva fatto Lenin e tanti altri prima e dopo di lui).

eh.....questi Talebani....
una stirpe sempre tormentata....da sempre...

e non si può capire l'islam
se non si comprendono a fondo
le ragioni( spesso meschine) che hanno indotto nel corso dei secoli
stirpi contro stirpi.....
no...
proprio non si può capire l'islam....

Khomeyni il profeta.....

nell'Islam è facile diventare profeti...
chi ha avuto modo di approfondire la storia di quelle terre
lo sa bene.

chissà cosa significa profeta....
da noi un profeta è sempre stato piuttosto un martire..

nell'Islam un profeta è tutt'altro che martire.

la cosa più importante per un profeta islamico è fare di tutto per poter rivendicare la sua discendenza da qualche nome glorioso...

fosse anche un semplice contatto...

basta anche essere il discendente di chi si occupava tutte le mattine di andare a prendere il latte di capra
perchè Avicenna potesse fare colazione

già....
il famoso Avicenna era persiano....
chissàchilosà?....era una canzone mi pare...

ma il nostro Rohollah non poteva discendere da un medico..
diavolo d'un profeta!....terrorista( ma per chi?...per lo scià...per gli americani..non per gli sciiti!!)

con le fondamenta che aveva in mente di cementare il suo paese
come poteva discendere dalla scienza?...

la scienza per chi è "idiota"
non è segno di dio....
a rifletterci bene anch'essa lo è...

Ruhollah..era un gran furbo..
ma non era intelligente...

non aveva potuto studiare...provenendo da famiglia di braccianti a giornata...
perciò non aveva neanche cultura.

cosa ne poteva sapere di Avicenna, di Galeno e di "brodaglie del genere"?

era cresciuto sotto l'egida di qualche esaltato di partito....il partito religioso dei "taleb-an"...

ma potevi fargliene una colpa?

a soli 4 anni era già orfano...

che sorte poteva toccare ad un orfano e per giunta durante una guerra civile?

quel bambino è divenuto uomo troppo in fretta...giocoforza...

invece di giocare
ha dovuto imparare a sopravvivere.

chissà quante notti ha pianto ( di nascosto...ci mancava solo che lo scoprissero)...
chissà quante volte ha reclamato le carezze della mamma...
aveva poco più di dodici anni che già sparava...

solo a pensarci io
piango lacrime asciutte per lui....

nel tempo ormai inquadrato
voleva diventare Ayatollah.

che cos'è un Ayatollah nell'immaginario di tanti altri bambini anch'essi cresciuti troppo in fretta?

solo il segno e la voce di Dio?...
no....magari fosse solo questo!

molto di più.....
fosse stato solo quello
bastavano i versetti del Corano...
bastava la fede pura e semplice...

è come un mito da noi...

quando i nostri ragazzi vanno ad un concerto e piangono, urlano, si strappano i vestiti di dosso al solo starnutire del cantante sul palco( se lo guardi da vicino è solo un ragazzo...nient'altro che un ragazzo come loro)
perchè lo fanno?

perchè invece di ascoltare solo la musica( anch'essa è come una fede)
si strappano la pelle di dosso?

qualcosa che loro manca
in quel momento sembra cha giunga e sia lì per loro.

un ayatollah nell'immaginario di povera gente
è lo stesso.

l'unica differenza tra noi e loro in quel delirio collettivo
sta nel benessere....

da noi è perfino troppo.

da loro è un asino che vola..

ma la musica non miete vittime innocenti...

un Ayatollah in mezzo a tanta povera gente.....purtroppo...
si....

terrorismo................

maurizio
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Commenti
 

Eccomi

Blogger: mmazzi
Nome: Manuela Mazzi


Chi sono?

Di certo non sono più adolescente, anche se ad alcuni piace definirmi naif. Sono invece una giornalista, ma non di quelle che diventano famose: non ho intenzione di scendere a certi compromessi. Tuttavia ho intenzione di lottare per continuare a scrivere, a esprimere ciò che ho dentro, a spiegare e raccontare quanto mi va di dire. Ecco il motivo per cui ho deciso di iniziare a scrivere libri... sia mai che in questo modo io riesca finalmente a "parlare al mondo" senza censure di sorta. Il mio nome è Manuela Mazzi.

A metà maggio 2005 è uscito il mio primissimo libro intitolato "L'angelo apprendista", mentre a metà maggio 2006 è stato pubblicato il romanzo "Un caffè a Kathmandu". L'ultimo nato è invece "Un gigolo in doppiopetto" uscito a inizio aprile 2007.

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In vendita da metà maggio 2006 anche il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, uscito nella collana "Un libro in aiuto" per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma e già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi. Un libro a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.

 

ISBN: 88-89243-95-3

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Per l'Italia:



A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto". La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera. Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese. Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".

 

ISBN: 978-88-902810-0-6

Chi desidera acquistare il libro "Un gigolo in doppiopetto" - dalla Svizzera - è invitato a scaricare il seguente formulario:

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