«Un caffè a Kathmandu»

Questo è il blog omonimo
del libro denuncia uscito nel mese di maggio del 2006.
Un romanzo giallo incentrato
sulla situazione precaria dei bambini di strada nepalesi,
con... una sfumatura rosa.

Copertina Un caffè a Kathmandu Copertina Un caffè a Kathmandu Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà:
il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto
sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu
che opera per difendere i più elementari diritti di bambini, donne e uomini


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ISBN: 978-88-902810-0-6

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NEWS: da agosto è on-line il mio nuovo sito ufficiale - http://manuelamazzi.altervista.org


domenica, 10 dicembre 2006
Intervista su Domist.net

E VOI? CHE COSA SOGNAVATE DI FARE?
E... CI SIETE RIUSCITI?
 

Desidero ringraziare Elisabetta Bilei per l'intervista che mi ha voluto dedicare e di cui riporterò una domanda/risposta per volta così da non creare un post troppo lungo, anche se l'intera versione è consultabile cliccando sul link di Domist, dove è stata pubblicata; grazie quindi anche a Marco Milani.

Una ricamatrice tra immagini e parole

1a parte

Ho sempre pensato che per fare la ricamatrice ci debba essere quasi una vocazione.
Unimmagine da creare, con dedizione e volontà. E con lo stesso amore con cui una madre cura e cresce il proprio piccolo. Poi, finalmente, l’opera d’arte. E il successo.
E questo vale ancor di più quando al posto di ago e filo ci sono carta e penna, e magari anche una macchina fotografica, come nel caso di Manuela Mazzi.

Da piccola che cosa sognavi di diventare Manuela? Credi di esserci riuscita?

Ho desiderato per tantissimi anni di diventare una veterinaria: amavo e amo gli animali, tutti. Solo che a un certo punto mi crollarono le certezze che avevo in merito: accadde che scoprii un’incombenza del veterinario che da piccola non consideravo possibile, quando un medico si trovò a dover addormentare il mio adorato gatto cosparso di tumori… Non avrei mai potuto uccidere un animale! Così mi ritrovai alla fine delle scuole medie senza più sapere che cosa volevo fare.

Soltanto parecchi anni dopo (avevo già 28 anni) mi misi seriamente ad analizzare ciò che avrei voluto fare davvero “da grande”… Nel giro di poco tempo, ma dopo approfonditissime riflessioni, giunsi alla conclusione che il mio sogno sarebbe stato quello di diventare una fotoreporter. Così iniziai a fare la gavetta per diventare giornalista… A settembre inizia il settimo anno in cui mi trovo immersa in questo ambiente che – da un certo punto di vista – adoro. Nel frattempo sono diventata giornalista professionista, e ho iniziato anche a fare fotoreportage per una rivista che si occupa di architettura, arte e natura. Ma la strada “potrebbe” essere ancora lunga… Non mi sento, in effetti, del tutto realizzata (ma forse non lo sarò mai: mi piace puntare sempre a un gradino più in alto). È certo però che il mio attuale lavoro si avvicina molto alla realizzazione del mio sogno. Al quale – sottolineo – si è aggiunto anche quello di scrivere libri: riuscissi a diventare scrittrice professionista e fotoreporter occasionale, laddove i viaggi e le ricerche potrebbero anche tornarmi utili per le trame e le ambientazioni delle mie storie, sarebbe perfetto!


 

Un gigolo in doppiopetto

L'angelo apprendista

Postato da: mmazzi a 16:03 | link | commenti (8) |
d libro, e diversi, h interviste


Commenti
#1   11 Dicembre 2006 - 15:41
 
..data la mia natura di curioso non ho potuto fare a meno di sbirciare tra le risposte....

..stavo pensando alla domanda nel titolo: "Cosa sognavate di fare?"

..io volevo diventare super sajan di 4° livello..... pensa come sono messo....... ;-)

un saluto.. a presto......
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#2   12 Dicembre 2006 - 20:48
 
Eh...sembrerà strano eppure io conosco persone che non hanno un sogno. Se non avessi le prove di ciò che dico...giuro che non potrei mai crederci. Fino a pochi anni fa credevo che nessun essere umano potesse vivere senza sogni o desideri.
Maddalena...sono sicura che realizzerai ancora tante cose!
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#3   14 Dicembre 2006 - 13:27
 






http://www.museodelblog.com/aryl/musica/BellBell.mp3






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#4   14 Dicembre 2006 - 21:16
 
Enno, perché - ho già spiegato a Omé - lui non è ridicolo e quindi non può diventare un mio idolo. Sarebbe proprio di dubbio gusto avere degli idoli assoluti.
utente anonimo

#5   16 Dicembre 2006 - 12:25
 
tu es une femme, donc il n'est pas NAIF, mais NAIVE. Bisous
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente BavaBeccaris

#6   16 Dicembre 2006 - 13:12
 
Devo proprio dirtelo: hai perfettamente ragione sulla questione naif o naive… ma solo se io avessi scritto in francese. “Purtroppo” infatti, una regola di italiano vuole che le parole “straniere” non vengano trasformate né al femminile né al plurale… ergo: in italiano naif rimane invariato! C’est la vie! Grazie comunque per la tua segnalazione: segno di attenzione e considerazione di quanto scritto…
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#7   29 Dicembre 2006 - 22:28
 
Un in bocca al lupo per il tuo progetto e per il tuo sogno.
grazie del tuo passaggio, spero di trovare la mia strada..e che una volta trovata possa essere d'aiuto ad altre persone proprio come stai facendo tu.
Buon 2007
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Mdnstyle

#8   30 Dicembre 2006 - 12:33
 
CREPI IL LUPO!!! Cara, e grazie e... ti auguro di realizzare i tuoi sogni!
Ma.Ma.
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Commenti
 

Eccomi

Blogger: mmazzi
Nome: Manuela Mazzi


Chi sono?

Di certo non sono più adolescente, anche se ad alcuni piace definirmi naif. Sono invece una giornalista, ma non di quelle che diventano famose: non ho intenzione di scendere a certi compromessi. Tuttavia ho intenzione di lottare per continuare a scrivere, a esprimere ciò che ho dentro, a spiegare e raccontare quanto mi va di dire. Ecco il motivo per cui ho deciso di iniziare a scrivere libri... sia mai che in questo modo io riesca finalmente a "parlare al mondo" senza censure di sorta. Il mio nome è Manuela Mazzi.

A metà maggio 2005 è uscito il mio primissimo libro intitolato "L'angelo apprendista", mentre a metà maggio 2006 è stato pubblicato il romanzo "Un caffè a Kathmandu". L'ultimo nato è invece "Un gigolo in doppiopetto" uscito a inizio aprile 2007.

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oppure di prendere contatto direttamente con me via e-mail: Grazie!
E-mail:
angeloapprendista @tiomail.ch
uncaffeakathmandu @tiomail.ch
 

ISBN: 88-89243-31-7


Per la Svizzera: formulario per L'angelo apprendista

Per l'Italia:



In vendita da metà maggio 2006 anche il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, uscito nella collana "Un libro in aiuto" per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma e già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi. Un libro a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.

 

ISBN: 88-89243-95-3

Per la Svizzera:

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Per l'Italia:



A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto". La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera. Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese. Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".

 

ISBN: 978-88-902810-0-6

Chi desidera acquistare il libro "Un gigolo in doppiopetto" - dalla Svizzera - è invitato a scaricare il seguente formulario:

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