Questo è il blog omonimo
del libro denuncia uscito nel mese di maggio del 2006.
Un romanzo giallo incentrato
sulla situazione precaria dei bambini di strada nepalesi,
con... una sfumatura rosa.
Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà:
il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto
sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu
che opera per difendere i più elementari diritti di bambini, donne e uomini
Per acquisti dall'Italia:
ISBN: 978-88-902810-0-6
Per acquisti dalla Svizzera:
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Sono arrivate anche le seconde bozze, che da domani inizierò a leggere. Nel frattempo sto pensando a un’altra immagine da inserire nella copertina, perché non soddisfa l’editore… ora vedo che cosa posso fare, ma non è poi escluso che rimanga la stessa… Mentre per quanto riguarda la struttura, non preoccupatevi: è al contrario di proposito. La linea editoriale della collana “Un libro in aiuto” - che raccoglie libri di argomento sociale volti a ribaltare i comuni valori ponendo in primo piano l'amore e la solidarietà – ha pensato proprio di accentuare questo ribaltamento sulla copertina, dove campeggia un grande cuore rosso, facendola apparire fatta al contrario.
Ecco la trama de "Un caffè a Kathmandu":
un po' lunga, è vero, ma preferisco lasciarla così di proposito...
sia mai che invece di leggere questa sintesi ristretta,
non riesca a suscitare l'interesse ad acquistare il libro da leggere per intero...
Ma prima ecco la "mia" copertina...
La trama...
Michela, una fotografa ticinese - nata e vissuta nel cantone svizzero di lingua italiana -, vince un concorso di lavoro internazionale indetto da un'associazione di volontariato non governativa tricolore: partirà, alla volta del Nepal per un mesetto o poco più, con altri due colleghi sconosciuti (Carlos, cameraman spagnolo e Franck, un giornalista inglese residente da anni in Italia, che fungerà da capo-gruppo carismatico). Il loro compito sarà quello di sviluppare un progetto particolare: un filmato-documentario sui “children street”, ovvero sui bambini che vivono per strada.
Ed è proprio durante le loro uscite, necessarie per effettuare le riprese e gli scatti fotografici da supporto al progetto, che viene descritta con parecchi dettagli la realtà di questi cuccioli d'uomo, appartenenti spesso alle caste inferiori. Tra gli argomenti trattati viene anche data un'opinione - con un pizzico di tono polemico - sulle adozioni a distanza: sempre più di "moda" in occidente. Durante i primi giorni di permanenza a Kathmandu, capitale nepalese, Micky, Franck e Carlos fanno conoscenza di altri personaggi: i più importanti sono Antonio, distinto signore napoletano e la sua gentil segretaria Raffaella. Nel frattempo la conoscenza fra i tre avviene in maniera molto cauta per diversi motivi, anzi per parecchi sospetti fondati. Testimone involontaria di quanto accade, è Micky, che assiste… e fotografa… una passerella di passi falsi, che la portano a sospettare di tutti: ma uno solo è il vero "colpevole". Di che cosa? Si capirà dal 18esimo capitolo in poi.
Tra gli avvenimenti: uno scambio di buste in segreto fra Carlos e Antonio, un furto ai danni di Franck, forse messo a segno da Raffaella e Carlos, un comportamento scorretto da parte di Franck verso il gentil sesso, e verso la stessa Micky, che si vede costretta a reagire anche violentemente, una raccomandazione particolare da una curatrice nepalese, che mette in guardia la protagonista, un personaggio ambiguo che segue i movimenti di Micky e pare avere un intrallazzo con Carlos, e poi ancora una fuga all'impazzata della fotografa-testimone inseguita da un nuovo personaggio, il quale le apre un po' di più gli occhi sul problema - ovvero lo sfruttamento di bambini e donne a sfondo sessuale - gettando però, ancora una volta, dubbi sui vari protagonisti…
Dubbi e sospetti offuscati anche da un sentimento che sta nascendo in Micky per Carlos. Da Katmandu il gruppo si sposta poi a Pokhara (una nota località nepalese a qualche ora dalla capitale). Ma a un certo punto spariscono tutti: Micky rimane sola ad affrontare gli ultimi giorni in Nepal. Organizza il necessario e rientra quindi a Locarno, la sua cittadina natale, che si affaccia sul Lago Maggiore. Qui finirà il progetto con l'aiuto di un ex collega, poi deciderà di ritirarsi in solitudine per qualche giorno nella cascina di montagna, al fine di rimettere a posto tutti i tasselli del puzzle. Ma non prima di aver avuto una sorpresa inaspettata via internet: uno dei protagonisti si rifà vivo spiegandole tutto ciò che era successo nei minimi dettagli…
L'ultimo vero evento imprevedibile - con tanto di un'allettante proposta che le cambierà la vita - Micky lo vivrà proprio in montagna, sul Monte Comino (sito nelle Centovalli), un luogo per certi versi fuori dal mondo: il suo nuovo Nepal.
Il verdeggiante paesaggio, il clima capeggiato dal monsone e l'inquinamento atmosferico della nazione terra delle nevi eterne, ma anche la svogliatezza, le contraddizioni e la povertà di un popolo che ama la libertà, così come le tradizioni, le convinzioni e un'infinità di particolari che immortalano il Nepal per quello che è oltre alle montagne, è quanto emerge giocoforza tra le righe di «Un caffè a Kathmandu», che a sua volta mette gli stessi contenuti a confronto con la realtà più nota alla protagonista: la sua Svizzera, il suo Ticino.
Il contenuto dell’opera è un insieme di testimonianze di vita reale colorite e raccolte in una sorta di romanzo documentato o di documentario romanzato, che dir si voglia. Da una parte il racconto è di pura invenzione, in quanto dopo aver proiettato il lettore dall’occidente, ed in particolare dalla Svizzera, in terra orientale, i protagonisti attraversano vicende “misteriose”; dall’altra viene fotografata la cruda realtà di una situazione sociale critica, quella appunto nepalese: la prima è il pretesto per scrivere della seconda, la seconda funge da supporto di spessore della prima. La storia ruota attorno a tre personaggi, due uomini (un inglese/italiano e uno spagnolo) e una donna (d’origine ticinese), coinvolti nel bene e nel male nel mondo dei piccoli nepalesi. Un modo per denunciare la tragica realtà dei bambini di strada del terzo mondo a confronto con lo sfruttamento e con una mentalità ancor più squallida, che introduce il comportamento a volte “scomodo” dell’uomo occidentale. La scelta di romanzare un tema simile è data dal desiderio di raggiungere e sensibilizzare la massa. Ciò che ho descritto nel mio libro, quindi, è un Nepal per nulla simile a quello delle riviste patinate delle agenzie turistiche, anzi. E neppure ho rispolverato quel noto luogo comune secondo cui in queste terre sarebbero poveri, sì, ma contenti: opinione di comodo che alla maggior parte degli occidentali fa comodo credere. Tuttavia ho voluto creare anche un confronto tra i fenomeni sociali e culturali svizzeri (e più in generale occidentali) e quelli del Nepal (del mondo asiatico, con il quale è stato creato proprio in questi tempi un ponte che va consolidandosi). Da questo confronto ne deriva, sì, una diversità palpabile, ma allo stesso modo, emergono anche elementi che ci accomunano. Nonostante tutto ciò non mancano atmosfere romantiche coronate da un intrallazzo sentimentale e un po' di azione.

(Nelle foto: a sinistra il santuario della Madonna del Sasso di Orselina, Ticino, Svizzera;
a destra uno stupa di Kathmandu- monumento religioso dedicato al culto di Budda, e più precisamente il santuario o reliquiario buddista)
Finito…
...ho concluso di rivedere il malloppo e ho già provveduto a rimandare tutto alla Casa editrice.
Presto – in attesa di sviluppi – inserirò la pseudo-copertina, la trama e la descrizione.
Sui quali contenuti spero di ricevere osservazioni, consigli, o critiche.

(Nella foto: scorcio su un tratto di Thamel, centro storico di Kathmandu)
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b tema e trama
c copertine
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d libro
e diversi
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g fiere letterarie
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Nome: Manuela Mazzi
Chi sono?
Di certo non sono più adolescente, anche se ad alcuni piace definirmi naif. Sono invece una giornalista, ma non di quelle che diventano famose: non ho intenzione di scendere a certi compromessi. Tuttavia ho intenzione di lottare per continuare a scrivere, a esprimere ciò che ho dentro, a spiegare e raccontare quanto mi va di dire. Ecco il motivo per cui ho deciso di iniziare a scrivere libri... sia mai che in questo modo io riesca finalmente a "parlare al mondo" senza censure di sorta. Il mio nome è Manuela Mazzi.
A metà maggio 2005 è uscito il mio primissimo libro intitolato "L'angelo apprendista", mentre a metà maggio 2006 è stato pubblicato il romanzo "Un caffè a Kathmandu". L'ultimo nato è invece "Un gigolo in doppiopetto" uscito a inizio aprile 2007.
***L'ANGELO APPRENDISTA - IL LIBRO
***Libri Oltre La Trama
***MA.MA. IOBLOGGO
***Manuela Mazzi, sito
***PHOTO MA.MA.
***Progetto cultura 2003
***UN GIGOLO IN DOPPIOPETTO
Alessandro Maiucchi
APEIRON
Elio del Biaggio
Fed.Karate CH
giorno per giorno
Groudy.Blue
Il vizio di leggere
Inrete.ch
Karate - Bushi No Te
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La caverna
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angeloapprendista
@tiomail.ch
uncaffeakathmandu
@tiomail.ch
ISBN: 88-89243-31-7
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Per l'Italia:
In vendita da metà maggio 2006 anche il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, uscito nella collana "Un libro in aiuto" per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma e già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi. Un libro a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.
ISBN: 88-89243-95-3
Per la Svizzera:
Per l'Italia:
A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
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"Un gigolo in doppiopetto"
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