Questo è il blog omonimo
del libro denuncia uscito nel mese di maggio del 2006.
Un romanzo giallo incentrato
sulla situazione precaria dei bambini di strada nepalesi,
con... una sfumatura rosa.
Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà:
il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto
sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu
che opera per difendere i più elementari diritti di bambini, donne e uomini
Per acquisti dall'Italia:
ISBN: 978-88-902810-0-6
Per acquisti dalla Svizzera:
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Incontro con l’autrice, venerdì 16 ottobre alla Libri e Arte di Locarno. Ospite della serata in libreria sarà la giornalista locarnese Manuela Mazzi, da maggio sugli scaffali con il suo ultimo libro: Guardie, ladri e tracciatori. Il romanzo d’avventura per ragazzi e adulti sarà presentato, in un ambiente intimo e cordiale, a partire dalle 18.15.
L’occasione potrebbe essere interessante soprattutto per gli studenti di scuola media e - perché no? - del liceo, che volessero prendere parte al Concorso letterario Librioltrelatrama, siccome avrebbero la possibilità di porre domande direttamente a chi ha scritto il libro. Ricordiamo, infatti, che nell’ambito del concorso di scrittura promozionale riservato ai lettori, saranno premiate con un montepremi di 350 franchi le tre più adeguate recensioni proprio del libro “Guardie, ladri e tracciatori”; ovvero il quarto romanzo della Mazzi, già autrice de “Un gigolo in doppiopetto”, “Un caffè a Kathmandu” e “L’angelo apprendista”.
Su invito ricevuto da terze persone, a tal proposito, va comunicato che è stata anche posticipata la data di scadenza del Premio letterario. Invece della fine di settembre il termine ultimo per l’invio delle recensioni è ora il 31 ottobre 2009: il nuovo bando di concorso è scaricabile o consultabile sul sito internet www.manuelamazzi.ch
La proroga di un mese mira principalmente a consentire ai docenti, che ritenessero interessante trattare l’argomento “recensione” in sede scolastica – approfittando dell’occasione di partecipare con i propri allievi al concorso - di avere il tempo per farlo tranquillamente.

Per lanciare la mattinata in libreria (vedi sotto),
Manuel Ferrari di Radio Grischa, domenica 20 settembre, manderà in onda nella trasmissione “Serenata” un’intervista a Manuela: dalle 19 alle 20.
SI PUÒ ASCOLTARE ON-LINE (clicca qui)
Aperitivo con l’autrice,
sabato 26 settembre alla eRreBi di Roveredo.
Dalle 9 fino alle 12. Alla conclusione della presentazione dei libri di Manuela verrà offerto un aperitivo. (continua…)

Data: 26/09/09
Ora: 09.00 - 12.00
Roveredo (Grigioni / CH)
Aperitivo con l’autrice, sabato 26 settembre alla eRreBi di Roveredo. Ospite della mattinata in libreria sarà la giornalista ticinese Manuela Mazzi, autrice di quattro libri che verranno presentati, in un ambiente intimo e cordiale, a partire dalle 9 fino alle 12. Alla conclusione della presentazione verrà offerto un aperitivo.
L’occasione potrebbe essere interessante soprattutto per gli studenti di scuola media e - perché no? - del liceo, che volessero prendere parte al Concorso letterario Librioltrelatrama, siccome avrebbero la possibilità di porre domande direttamente a chi ha scritto il libro. Ricordiamo, infatti, che nell’ambito del concorso di scrittura promozionale riservato ai lettori, saranno premiate con un montepremi di 350 franchi le tre più adeguate recensioni del libro “Guardie, ladri e tracciatori”; ovvero l’ultimo romanzo d’avventura di Manuela Mazzi, nelle librerie e in tutte le biblioteche scolastiche delle scuole del Canton Ticino dal mese di maggio.
Libreria «eRreBi»
in centro
6535 Roveredo

Lunedì 13 luglio, alle 11.05 - sono stata ospite, in compagnia di Gaia Bonetti, di Rete UNO - della RSI nella trasmissione Millevoci condotta da Sarah Tognola. Qui di seguito il file audio scaricabile o anche solo da ascoltare on-line:
Aprofitto tra l'altro per ringraziare anche Rete 3 che il 14 maggio mi aveva permesso di parlare del mio nuovo libro, praticamente il giorno prima della sua uscita. L'intervento è andato in onta sulla RSI Rete 3 nell’ambito della trasmissione radiofonica La Prima di Baobab. Qui di seguito il file audio scaricabile o anche solo da ascoltare on-line:


...sono felice di mostrarvi l'articolo uscito in questi giorni
sull'interessante e attrattiva rivista Noi Giovani,

bimestrale della Svizzera italiana dedicato ai ragazzi - in vendita nelle edicole del cantone -, che oltre ad ospitare in questo numero due pagine di lancio del mio ultimo libro: Guardie, ladri e tracciatori, contiente anche moltri altri articoli decisamente interessanti.


L’occasione mi è data anche dalla volontà di informarvi che lunedì prossimo, 13 luglio, a partire dalle 11.05 su Radio Rete1 sarò ospite in diretta della trasmissione Millevoci, sempre per parlare dei miei libri e in particolare dell’ultimo.

Vi ricordo anche che continua il concorso Librioltrelatrama, il cui bando è stato finora scaricato 58 volte (info su www.manuelamazzi.ch).
SCARICA IL BANDO COMPLETO QUI
Vi piace leggere? Ecco il concorso che vi premia
Con il Premio Librioltrelatrama, vince chi legge. Il Concorso letterario per giovani lettori indetto dalla Photo Ma.Ma. Edition è un premio regionale (aperto agli adolescenti residenti in Svizzera) con un montepremi di 350.- franchi. Si tratta di un progetto ideato nell’ambito della promozione dell’ultimo romanzo di Manuela Mazzi: Guardie, ladri e tracciatori. Lo scopo del premio è quello di invitare i giovani a non mollare carta e penna durante l’estate, incentivandoli a leggere il libro per poi esprimere la loro opinione: vinceranno le tre recensioni più appropriate. Il bando di concorso completo è scaricabile dal sito dell’autrice www.manuelamazzi.ch
Questo libro potete acquistarlo su 
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Novità in libreria
Guardie, ladri
e tracciatori
In tutte le maggiori librerie del Cantone Ticino, on-line su portali come IBS e ordinabile in ogni momento, è uscito il quarto romanzo di Manuela Mazzi: un’avventura piena di azione e gioia di vivere, mistery e colpi di scena. (www.manuelamazzi.ch)
LEGGI IL PRIMO CAPITOLO GRATIS
Qualche minuto della presentazione del libro di Manuela Mazzi, intitolato Un caffè a Kathmandu (www.manuelamazzi.ch) fatta a Cento (Ferrara) l'8 marzo 2009. La presentazione è stata organizzata dall'associazione Fuori del comune e ha avuto luogo nella libreria Il Guercino. Parte dei ricavati del libro vengono devoluti all'Onlus Apeiron. È stato fantastica l'accoglienzadi tutti quanti: Grazie ancora!
Un caffè a Kathmandu a Cento
"Un romanzo giallo-rosa per beneficienza"
Organizzatore: ASSOCIAZIONE «FUORI DAL COMUNE»
Ospiti: Manuela Mazzi, Andrea Menghini
Data: domenica 8 marzo 2009
Ora: 17.00 - 20.00
Luogo: Libreria «Il Guercino»
Indirizzo: Via Campagnoli a Cento (FE)
Domenica 8 marzo, avrà luogo la presentazione de Un caffè a Kathmandu di e con Manuela Mazzi, nell’ambito dell’iniziativa letteraria «Aperitivo con l’autore», organizzata dall’Associazione «Fuori del comune» (www.fuoridelcomune.net)
Appuntamento alle ore 17.00
alla libreria «Il Guercino» di Cento (Fe)
in Via Campagnoli
Con la presenza anche di Andrea Menghini, di Apeiron.
Alla fine della presentazione del libro, di cui si possono trovare infomazioni, il primo capitolo, e la presentazione su pdf attraverso il seguente link http://manuelamazzi.altervista.org/index_file/Page1110.htm verrà servito un aperitivo offerto dall'associazione.
Info di contatto - E-mail: mmazzi@hotmail.com
Qui il video del momento della premiazione
Ringrazio il portale TicinoOnLine per aver segnalato la seguente notizia:
Notizia del 22/11/2008 - 16:24
TICINO/ITALIA
Premio letterario a una ticinese
ARONA - Manuela Mazzi, giornalista e scrittrice locarnese (che ha all’attivo già tre libri) ha ricevuto la targa d'argento alla recente cerimonia di chiusura della decima edizione del Premio letterario nazionale Città di Arona. Manuela Mazzi, che ha ricevuto il premio dalla mani di Ettore Mo, il famoso inviato di guerra del Corriere della Sera, si è aggiudicata il terzo posto della categoria giornalisti con un articolo apparso sulle pagine del settimanale Azione, per il quale lavora da cinque anni. L’articolo intitolato “Una farfalla nella rete” descrive il fenomeno preoccupante di un movimento che promuove l’anoressia e altri disturbi alimentari, soprattutto in internet, e che si sta estendendo a chiazza d’olio.
Ricordiamo che, quest’anno, è già il secondo premio letterario che l’autrice ticinese ha ricevuto: il primo riguardava il premio di letteratura naturalistica “Parco Majella” che ritirò in Abruzzo quest’estate. Mentre la più recente premiazione ha avuto luogo il 2 novembre all’Hotel Concorde di Arona, alla presenza di molte autorità e personalità culturali, tra cui Sergio Zavoli, noto e stimato giornalista televisivo, al quale è stato assegnato il premio speciale alla carriera.



Premio letterario nazionale Città di Arona
Ci siamo, sabato prossimo avrà luogo una premiazione che mi vedrà tra i vincitori. Quest’anno è la seconda volta che ho il piacere e l’onore di veder premiato un mio articolo di giornale: ciò che mi rende decisamente felice, di una felicità che non può che essere condivisa anche in rete, tra amici, conoscenti e passanti occasionali.
Data: sabato 1 novembre 2008
Ora: 17.00 - 23.00
Luogo: Hotel Concorde
Indirizzo: Via Verbano 1
Città/Paese: Arona, Italy
Cliccando sul seguente link si potrà leggere la lettera ai vincitori, sulla quale si trovano tutti i dettagli della serata: ospiti compresi.
http://www.box.net/shared/0decx3e0t4
NB: io ci sarò... per forza e per gioia! :-)
Qui si trova l'articolo premiato: http://photo-mama.splinder.com/post/14581095/Il+fenomeno+Pro+Ana+e+Pro+Mia
Ringrazio i tre quotidiani ticinesi per aver segnalato il mio recente riconoscimento conseguito al Premio Parco Majella con articoli apparsi su:
Giornale del Popolo


La Regione Ticino

Corriere del Ticino

http://www.manuelamazzi.altervista.org/
Che cosa ne pensate?
Un grazie di cuore a TicinoOnLine per l'articolo sulla premiazione del concorso letterario Parco Majella...
Trascrizione...
Notizia del 29/07/2008 - 09:55
TICINO
Concorsi letterari, Manuela Mazzi seconda al Premio nazionale italiano di letteratura naturalistica
Una ticinese si aggiudica il secondo posto dell’undicesima edizione del Premio nazionale italiano di letteratura naturalistica “Parco Majella”, nella sezione riservata ai partecipanti di lingua italiana residenti all’estero. Stiamo parlando della locarnese Manuela Mazzi, giornalista e già autrice di tre libri ambientati nel nostro cantone.

La neo premiata ha partecipato al concorso letterario con una serie di servizi giornalistici di approfondimento sul tema “Verde pubblico, giardini e parchi storici del Canton Ticino”, pubblicati nell’arco di un paio d’anni e in cinque puntate sulla rivista “Il Nostro Paese”, edita dalla Società ticinese per l’arte e la natura (Stan), per la quale collabora tuttora.


Un riconoscimento che coinvolge quindi l’autrice, ma che porta anche alla ribalta le perle verdi urbane del nostro cantone.
La cerimonia di premiazione ha avuto luogo lo scorso finesettimana (dal 20 al 22 luglio) nella Piazza principale di Abbateggio (Pescara), paese dell’entroterra abruzzese.

Molte le opere letterarie in concorso. Opere di scrittori, saggisti e giornalisti, compresi reporter di testate come Geo. Vengono tutti definiti “autori dalla penna verde” e la rosa dei partecipanti accresce di anno in anno. Il premio si svolge sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica Italiana e l’egida del Columbus Center – Centro di studi e di cultura italiana di Toronto (Canada). Il premio Parco Majella è diretto dal sindaco di Abbateggio, Antonio Di Marco, mentre a presiedere la giuria, quest’anno, è stata Alda D’Eusanio, la nota conduttrice televisiva RAI.

alla cerimonia di assegnazione dei premi ai vincitori dell’undicesima edizione del Premio “Parco Majella” che avrà luogo
sabato 19 luglio 2008 ore 20,00
in Abbateggio (Pescara)

Presidente Premio
Antonio Di Marco
Direzione Artistica
Daniela D’Alimonte, Enza Di Marco
Marco Presutti
Presidente Giuria 2008
Alda D’Eusanio
Componenti Giuria 2008
Nicoletta Di Gregorio - Roberta Di Renzo
Patricia Fogaraccio - Rossella Petrilli
Dario Catalano - Dante Caserta
Leonardo Nodari - Antonio Ricci
Sandro Santilli
SEGUE IL PROGRAMMA PER ESTESO



IO CI SARÒ!
Un grazie di cuore al blog LiberiDiScrivere per l'intervista che ora mi permetto di riportare qui di seguito...
:: Intervista manuela mazzi
per Liberidiscrivere
Giornalista professionista e appassionata fotografa, ha scritto per più testate della stampa ticinese e ha collaborato con "Il Giornale" di Milano, come corrispondente dalla Svizzera di lingua italiana. Attualmente lavora nella redazione del settimanale d'approfondimento "Azione" e produce servizi fotografici e giornalistici anche come free lance. Il suo libro d'esordio è stato "L'angelo apprendista" (2005), quindi ha pubblicato "Un caffè a Kathmandu" (2006), mentre il suo ultimo prodotto editoriale è "Un gigolo in doppiopetto" (2007).
Com’è nato in te l’amore per la scrittura?
Non è l’amore per la scrittura ad essere nato in me, sono io ad essere nata con l’amore per la scrittura: fra diari, pensieri lasciati a mozzichi su foglietti, paginate di romanzi appena iniziati già da ragazzina, tanto per far ordine in storie quotidiane, fogli su fogli scribacchiati con appunti di riflessioni, che mi divertivo a trascrivere per organizzarle e trovare così una risposta a tante domande che mi ponevo da sola, ho decine di centimetri di carta scritta solo per l’amore che ho per la scrittura.
Giornalista professionista, viaggiatrice, fotografa, scrittrice come concili i tuoi molteplici interessi?
A dire il vero queste quattro attività sono molto legate l’una all’altra e quindi è molto facile conciliarle, anzi, sono convinta che l’una sia una condizione per far sopravvivere l’altra e viceversa. Il problema in questo caso, quindi, non sussiste, mentre è altrettanto vero che più aumenta la passione per il mio lavoro e più è difficile conciliare gli impegni con altri interessi. E in particolare mi riferisco a una passione sportiva che fino a una decina di anni fa si trovava al primo posto nella mia vita.
Raccontami dei tuoi studi di giornalismo, come hai iniziato, quali sono stati i tuoi maestri?
L’elenco di “studi e maestri” a un giornalista servono per fornire delle credenziali, giusto? Ebbene io non ho credenziali da vantare; sono una giornalista atipica, perché a differenza della maggior parte dei miei colleghi, e di certo a differenza di tutti i colleghi che conosco della mia generazione, sono riuscita – seppure attraverso una gavetta degna di questo nome – a guadagnarmi l’iscrizione nel registro professionale senza avere titoli di studio superiori, ma solo per determinate doti che i miei “maestri” mi hanno riconosciuto. Oggi ci sono molti laureati che finiscono a fare i giornalisti come attività di ripiego, spesso per il fatto che non riescono a trovare un’occupazione come professori; io invece ho lottato proprio per riuscire a ritagliarmi uno spazio in questo mondo che corrispondeva ai miei sogni.
Cosa ne pensi del giornalismo spettacolo che fa dei giornalisti delle star sul modello americano di intrattenimento?
Associo il giornalismo spettacolo da intrattenimento solo al gossip, quindi dovrei esprimere un giudizio su questa espressione giornalistica più che sulla tendenza televisiva. E a tal proposito mi sento di dire solo che non rientra nel mio genere preferito.
Hai fatto la gavetta per diventare giornalista: ricordi un episodio bizzarro?
Più che bizzarro ricordo un paio di episodi che da subito mi fecero capire che avevo scelto la mia strada. La prima riguarda il fatto che sin dall’inizio mi è capitato di trovarmi spesso nel posto giusto al momento giusto. Ad esempio la prima volta che misi piede in una redazione con un contratto (temporaneo ovviamente) mi sono ritrovata in mezzo a una bella emergenza: un’esondazione storica che ci costrinse per un paio di settimane a recarci in redazione con le barche, per riuscire a documentare quell’immensa ondata di notizie. Un’altra volta invece mi ritrovai, non ancora praticante, con un collega che invece praticante almeno lo era, di domenica, da soli a dover scrivere una pagina di cronaca locale e due pagine speciali per un omicidio avvenuto proprio nella nostra città. Finimmo di scrivere a mezzanotte e per la grande soddisfazione dalla nostra redazione ci recammo direttamente nella città in cui veniva stampato il giornale per poter assaporare il piacere di vedere il risultato del nostro faticoso lavoro direttamente dalle prime copie del quotidiano ancora fresco d’inchiostro. E il direttore che ci incontrò per i corridoi vedendo i “due di Locarno” prima di complimentarsi con noi ci disse: “A eccoli i due rintronati di Locarno. Guardate qui: avete scritto in un titolino Preventino invece di Preventivo…”. Ci rimanemmo malissimo, se non fosse che subito dopo stappò una bottiglia di spumante per festeggiare il bel servizio.
Consiglieresti a giovani italiani di trasferirsi nel Ticino?
Per farci un giretto turistico, certamente. Per cercare lavoro, oggi, no. Purtroppo dal 1995 ha preso il via un processo (legato anche alle questioni relative all’Europa Unita e quindi agli accordi bilaterali) che ha messo in ginocchio l’economia locale, in Ticino ancor di più che nel resto della Svizzera. Purtroppo molti non riescono a trovare lavoro. Tant’è che è aumentata la disoccupazione, e ancor di più sono cresciuti i casi sociali, ma soprattutto sono aumentati i disabili per problemi psichici intesi come depressioni per perdita di lavoro, fallimenti e situazioni economiche sempre più precarie. In altre parole presto, almeno nel nord d’Italia, si potrebbe assistere più probabilmente a un’inversione di tendenza: saremo noi, svizzeri, a diventare transfrontalieri e pendolari. D’altronde l’euro si è rafforzato molto e potrebbe diventare quindi interessante anche da un punto di vista salariale.
Sarai presente alla Fiera del Libro di Torino dal 8 al 12 maggio?
Mi piacerebbe farci un giro, quindi molto probabilmente sì. Mi sto organizzando per ritagliarmi una giornata intera per la trasferta.
Che libro stai leggendo al momento?
Libro? Ops, direi libri. Ecco l’elenco: “Elogio della disciplina” di Bernhard Bueb; “Lo hobbit” di John Tolkien; “Tutto Sherlock Holmes” di Arthur Conan Doyle; “Intelligenza sociale” di Daniel Goleman; “Don Chisciotte della Mancha” di Miguel de Cervantes; “La danza della realtà” di Alejandro Jodorowsky; un vecchio libretto di racconti di Luigi Pirandello, di cui in questo momento non ricordo il titolo, “El principe de la niebla” di Carlos Ruiz Zafon in spagnolo e... mi sembrano tutti, forse.
Quali sono i tuoi scrittori preferiti?
Non ho uno scrittore preferito. Mi piace variare, anche se delle predilezioni le ho: mi piacciono i classici, ma anche le storielle happy-end, amo i gialli, ma non sopporto quelli ad alta tensione (troppo sensibile, ahimé), non amo molto le biografie, mentre adoro i saggi a sfondo psicologico o filosofico. Non ho mai letto un vero fantasy (Lo Hobbit è il primo), ma adoro i libri d’avventura.
Cosa pensi del filone New Age?
In realtà non lo amo molto (anche se mi sono piaciuti ad esempio libri come “La profezia di Celestino” & Co). Ed è un fatto strano se si pensa che il mio primo libro (L’angelo apprendista) è stato etichettato proprio come “spirituale” e “new age”. Detto tra noi forse non è stato capito interamente. Ma non importa: una volta scritto e pubblicato, un libro diventa di proprietà dei lettori, quindi...
Parlami dell’associazione Apeiron.
È un’associazione non governativa che ho avuto modo di conoscere attraverso il suo fondatore, Sauro Somigli, maestro di karate che ho seguito anche in un’esperienza diretta come attivista in Nepal. È grazie a lui, e ad Apeiron, che ho avuto lo spunto di scrivere “Un caffè a Kathmandu”, di cui il 50% degli incassi dalle vendite viene devoluto proprio a favore dei progetti di Apeiron, che si occupa anche del recupero dei bambini di strada.
Sei stata in Nepal, che divario c’è tra il Nepal turistico e quello di tutti i giorni con la realtà dei bambini di strada?
Enorme. A volte mi sorprende chiacchierare con chi il Nepal l’ha conosciuto turisticamente. Anche perché in genere chi si reca a Kathmandu lo fa solo per pochi giorni, il tempo di organizzare la spedizione verso le vette: il Nepal qui, in Europa, infatti, è sinonimo di patria delle nevi eterne, aria pulita e acqua cristallina, che poco hanno da spartire con la povertà dei bambini di strada, l’inquinamento della città, la sporcizia e i pidocchi...
Fai ricerche sul campo? Come ti documenti per i tuoi libri?
Anzitutto dipende dal libro. Per il primo non ho dovuto fare nessuna ricerca. Per “Un caffè a Kathmandu” invece, come detto, ho avuto modo di toccare con mano quella realtà che ho poi descritto, sebbene nomi e termini locali sono stati attentamente ripresi da una carta geografica. Per “Un gigolo in doppiopetto”, invece, mi sono basata su un servizio giornalistico e quindi mi sono “documentata” attraverso interviste e dati statistici reali per descrivere il fenomeno: d’altronde prima di essere romanzo è un reportage narrativo. Ma se potessi avere a disposizione settimane di trenta giorni dedicherei molto più tempo per documentarmi: sono certa che il successo di alcuni scrittori si celi proprio dietro la possibilità di dedicare molti mesi a documentarsi prima di iniziare a scrivere... Un sogno che per ora non mi è possibile realizzare.
Hai lavorato come fotografa per la rivista "Il nostro paese" della Società ticinese per l’arte e la natura, com’è una redazione giornalistica dal suo interno?
Lavoro tuttora per questa rivista, ma solo come freelance, mentre l’esperienza in redazione l’ho maturata dalla gavetta fino ad oggi, che lavoro con contratto per il settimanale Azione: mi reco in redazione tre giorni alla settimana. Che dire? È decisamente più divertente fare la reporter in giro per il mondo. Tuttavia mi piace vivere questa professione a 360 gradi.
Hai partecipato al progetto “Un libro in aiuto” collana a scopo benefico della casa editrice romana Progetto Cultura 2003, che devolve parte dei proventi in beneficenza. Credi molto nell’editoria solidale?
Sì, ci credo molto. Credo che sia un buon mezzo per raccogliere fondi e credo che sia fondamentale per divulgare il messaggio per cui è importante contribuire attivamente a certi progetti. In altre parole credo che sia l’unico vero modo per ottenere una triplice azione: recupero di fondi, sensibilizzazione al problema, e la durata nel tempo di questi intenti.
Nel 2003, in un articolo comparso sul quotidiano "Il Giornale", un giovane ex gigolo ticinese raccontò delle sue esperienze, ne hai fatto un libro di denuncia, come è stato scrivere un libro in cui i personaggi non erano di fantasia ma reali?
In questo caso specifico è stata un’operazione delicata perché non potevo discostarmi troppo dalla realtà, ma allo stesso tempo dovevo rendere i personaggi irriconoscibili per proteggere la loro identità che è rimasta anonima. Di proposito quindi ho evitato di caratterizzare troppo tutti i protagonisti del reportage, concentrandomi maggiormente sul personaggio principale.
Hai un atteggiamento critico nella questione delle adozioni a distanza, perché?
Per due motivi sostanziali. Il primo riguarda il comportamento di alcune organizzazioni. Ho potuto appurare il danno che può venir fatto a un bambino di strada quando l’adozione a distanza cessa per motivi diversi. Se un bambino di strada vive e cresce per strada, conoscendone le regole, potrebbe rischiare di cavarsela. Ma se viene a un certo punto tolto dalla strada e dato in adozione a distanza, imparerà a vestirsi, a lavarsi e “persino” a mangiare tre volte al giorno. A volte però capita che il “padre adottivo” cessi di inviare il contributo di adozione perché non ce la fa più, o per altri motivi. Ebbene, in certe organizzazioni, questi bambini vengono rimessi in strada... Il secondo motivo è il fatto che l’adozione a distanza è diventata così di moda che ormai la pubblicizzano anche in televisione come se i bambini fossero merce in vendita.
Cosa pensi del fenomeno dei ghost writers sei mai stata tentata di scrivere per autori famosi?
In Ticino quando si parla di ghost writers si intende definire chi scrive al posto di personalità politiche. Ebbene, ammetto di essere stata per un periodo anche una ghost writer, ma solo per il fatto che in fondo potevo comunque dire quel che pensavo: diciamo che ero in linea con le idee della persona che “aiutavo”. Non avrei mai accettato di esprimere idee che non rientrassero nei miei principi. Tuttavia trovo parecchio vergognoso (non per il ghost writers, che perde solo l’occasione di autodeterminarsi) che uno scrittore spacci per suo anche solo una frase non originata dalla sua mente.
Quali sono i tuoi maestri letterari?
Non mi ispiro a nessuno in particolare, o meglio: c’è da imparare da tutti.
In Svizzera la conoscenza delle lingue è d’obbligo quante lingue conosci?
Purtroppo non quelle che servirebbero in Svizzera. Da noi sarebbe utile sapere bene il francese e il tedesco, mentre io me la cavo con lo spagnolo e l’inglese. Certo, il francese lo capisco: ma scriverlo è tutt’altra cosa.
Che consigli daresti a un giovane autore non ancora pubblicato? Di insistere, comunque e in ogni caso. Anche se ovviamente bisogna cercare di capire il motivo per cui non è stato pubblicato. Se è certo e convinto di aver fatto un buon lavoro, se ha fatto leggere la bozza almeno a quattro o cinque persone e il giudizio è risultato positivo, se ci crede davvero... allora devo assolutamente continuare la ricerca: avete idea di quanti editori ci sono?
Ti urta essere definita scrittrice emergente dopo tanti anni di lavoro per la carta stampata?
Sono poi solo una decina di anni che faccio la giornalista. Comunque no, non mi urta. O meglio diciamo che mi urtano tutte le definizioni che generalizzano, però questa non mi infastidisce più di tante altre.
Tra i tuoi libri qual è stato più difficile scrivere?
Sicuramente “Un gigolo in doppiopetto”, però è anche quello che finora mi ha dato più soddisfazione a prodotto finito.
Hai un agente letterario? No, mai avuto.
Stai lavorando a qualche nuovo libro?
Sì. Ho finito qualche mese fa di scrivere un’avventura per ragazzi che al momento è... in cerca di editore. Finora è stato il libro che mi è piaciuto di più scrivere.
Hai relazioni d’amicizia con altri scrittori? Sì, ho tre o quattro amicizie nell’ambiente... è bello condividere una passione comune.
Ti piacerebbe fare un photoreportage in Cina?
Assolutamente sì, e prima che cambi troppo volto, anche se credo di essere già in ritardo...
L’editore rifiuta di pubblicare un tuo libro e tu crei la tua casa editrice, come è il mondo dell’editoria visto da chi la fa ?
Beh, non è proprio così. “Un gigolo in doppiopetto” non solo non è stato rifiutato, ma era addirittura riuscito a ottenere un contratto di pubblicazione molto interessante e vantaggioso... Solo che da buona svizzerotta certi comportamenti poco chiari, slittamenti di date e promesse non del tutto mantenute, mi hanno disturbato molto portandomi infine a rompere il contratto. Ormai però avevo già avvisato la stampa dell’imminente uscita del libro. Così in un mese ho fondato la mia casa editrice, mi sono fatta aiutare da un paio di amici per l’editing e sono andata in stampa... In fondo, dopo la pubblicazione, quel che ho fatto per il “Gigolo”, non è tanto diverso da quel che ho fatto per i primi due... Fin quando si rimane nella piccola editoria l’autore deve giocoforza impegnarsi molto per farsi conoscere.
I tuoi libri sono tradotti anche in altre lingue?
Purtroppo no: vorrei tanto tradurre “Un gigolo in doppiopetto” in tedesco, perché credo che potrebbe ritagliarsi un buon mercato in Svizzera interna... ma una traduzione costa troppo.
Pensi che un libro possa cambiare la gente e così il mondo?
Non tutti i libri, ma, sì, penso che alcuni libri possano farlo.
Sito personale dell'autrice: http://photo-mama.splinder.com/

È un periodo molto intenso di attività di vario genere, insomma: sono incasinata e sommersa dal lavoro. Mi dispiace quindi di non aver più aggiornato i miei blog. Ma vi assicuro che spesso entro a farmi il mio bel giretto. Presto spero di poter aggiornare con qualcosa di più sostanzioso. Nel frattempo auguro già a tutti voi una
BUONA PASQUA
(l'immagine l'ho presa da internet)
...per la seguente segnalazione

Non vi dico la sorpresa che mi ha fatto ricevere una telefonata qualche settimana fa.
“Pronto? Manuela Mazzi? Buongiorno. Chiamo dalla redazione di Rai Tre per la trasmissione “Alle Falde del Kilimangiaro”. Ci interesserebbe segnalare il suo libro “Un caffè a Kathmandu”, durante una delle nostre prossime puntate”.
Ho solo un piccolo rammarico: credevo andasse in onda a Pasqua, poi mi ero accorta d’avere scritto su un foglietto “per l’epifania” (dovevo essere completamente partita per l’emozione), mentre infine è andata in onda sotto Natale, e io – purtroppo – quella domenica non c’ero. Quindi la seconda sorpresa è stata poi ricevere le telefonate da alcuni amici che la trasmissione l’avevano invece vista meravigliandosi di sentir parlare di me e del mio libro. Che gioia. Grazie mille a tutta la redazione de Alle falde del Kilimangiaro
Ho aggiornato il blog Photo Ma.Ma. con un servizio giornalistico su SOS Villaggi per Bambini, pubblicato su Ticino 7. In realtà è già trascorso un po' di tempo, ma le vacanze mi hanno vista impegnata un po' troppo, tanto da trascurare anche i miei blog.
Cliccate sull'immagine per leggere il post.
Ricordo che ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Vi aspetto!
Passate a trovarmi anche qui.
Un grazie particolare a Elio Del Biaggio per avermi dedicato
una pagina del suo seguito e interessante sito: fateci un giro!
Ringrazio il Secolo XIX per aver citato il mio libro in un interessante articolo che vi invito a leggere e commentare. (PS: come al solito ci sono capitata per caso... di tanto in tanto amo controllare in google se qualcuno cita Un gigolo in doppiopetto... e a volte capitano queste splendide sorprese).

Una locarnese nell'antologia di un concorso letterario internazionale Scelto un racconto della locarnese Manuela Mazzi nell’ambito del concorso letterario internazionale “Aiutare i bambini CI FA bene”. |
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LOCARNO - Selezionato il racconto di una locarnese nell’ambito del concorso letterario internazionale “Aiutare i bambini CI FA bene”. Per quanto non abbia avuto l’onore di ritrovarsi tra i primi tre vincitori è stato comunque scelto tra i racconti giudicati migliori da inserire nell’antologia del premio organizzato dall’associazione non governativa CIFA For Children (http://www.cifaong.it/) antologia che ha preso il titolo dal nome del premio letterario. Il racconto selezionato è quello di Manuela Mazzi, che ha immaginato un dialogo tra due fratellini del terzo mondo, che decidono di scappare di casa per cercare rifugio nella città più vicina. Dove però, invece di trovare libertà e felicità, si trasformano in bambini di strada, come ce ne sono tanti in diversi paesi del mondo in via di sviluppo. Il tema è caro alla Mazzi, già autrice di tre libri, di cui l’ultimo edito si intitola “Un gigolo in doppiopetto”, dove ad essere sfruttato in questo caso è un uomo. Il racconto selezionato, infatti, si ispira al contenuto del suo romanzo “Un caffè a Kathmandu”, anch’esso pubblicato nella stessa collana “Un libro in aiuto” della casa editrice Progetto Cultura di Roma (www.progettocultura.it), che ha curato la pubblicazione dell’antologia. Entrambi i libri, in effetti, sono in vendita per beneficenza. La raccolta di racconti “Aiutare i bambini CI FA bene” è stata presentata lo scorso finesettimana alla fiera letteraria di Roma: “Più libri, più liberi”, ed è quindi fresco fresco di inchiosto. |
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Questo mio articolo è già apparso
sul del settimanale ticinese e viene qui approfondito con l'ampliamento della recensione
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Presente anche la Svizzera italiana
«Il bene tolto» di Giusi D’Urso apre la rassegna
Libri, editori e autori al Pisa Book Festival
«La piccola editoria ti conquisterà». Questo lo slogan del Pisa Book Festival svoltosi l’ultimo finesettimana di ottobre nella città della torre pendente. E tra i «conquistatori» c’era anche la Svizzera italiana. Giunta alla quinta edizione, la fiera quest’anno ha infatti eletto quale proprio ospite la Società Editori della Svizzera Italiana (SESI), nell’ambito del progetto «Paese ospite: una finestra sull’Europa».
La manifestazione, di fatto, ha permesso alla rappresentanza dell’editoria ticinese di far conoscere i propri prodotti, ma anche di presentare il nostro territorio da un punto di vista culturale attraverso temi importanti, come la cultura etica della malattia e della cura, l’italianità all’interno di un federalismo linguistico, l’essere un crocevia mediatico, l’integrazione e l’apertura che nascerà con AlpTransit, e altro ancora.
Alla SESI è stato riservato un intenso programma, tra presentazioni e conferenze, che ha visto impegnati autori, editori, giornalisti, dottori e diversi altri relatori noti nel nostro cantone come: Sandro Bianconi, Chiara Orelli Vassere, Claudia Quadri, Roberto Malacrida e Graziano Martignoni, Pierre Lepori e Francesco Biamonte, Fabrizio e Michele Fazioli, e poi ancora Marco Borradori, Piero Martinoli, Carlo Ossola, Alberto Galla, Tania Giudicetti-Lovaldi e Pietro De Marchi.
Oltre ai diversi incontri la Svizzera italiana è stata presente durante tutti i tre giorni della fiera grazie a uno stand collettivo che esponeva i prodotti dei vari editori locali.
Non sarebbe però un articolo completo se parlando di una fiera letteraria non si citasse almeno un libro meritevole. Ebbene una nota di rilievo va quindi alla presentazione dell’opera che ha avuto l’onore di dare il via al Festival letterario, in concomitanza con altre tre conferenze di cui un seminario, un convegno e un incontro d’autore. Stiamo parlando de «Il bene tolto», romanzo d’esordio della pisana Giusi D’Urso (www.giusidurso.com) appena uscito per le Edizioni Progetto Cultura. In un centinaio di pagine l’autrice ha saputo trattare con straordinaria capacità narrativa un tema delicato come quello della violenza sulle donne e dei rapporti con gli uomini dopo la violenza subita. La scelta del comitato organizzativo di mettere in risalto quest’opera, è stata dettata, oltre che dal valore letterario riconosciutole da subito, anche per sottolineare l’edizione 2007 che coincide con l’anno europeo delle pari opportunità per tutti.
Un libro che dovrebbe venir letto, più che dalle donne che vi si riconosceranno, dagli uomini che desiderano capire e sfogliare pensieri femminili spesso «segreti», o taciuti per mancanza di comprensione da parte del compagno. Una storia che scioglie alcuni nodi della memoria della protagonista, la quale ricompone nel libro la propria storia attraverso forti emozioni.

...continuazione della recensione del libro "Il bene tolto" di Giusi d'Urso
Ho parlato di forti emozioni, sì, perché il libro di Giusi D’Urso è un cofanetto di ricordi vivi, una tormenta di flash back che attanaglia i pensieri di una donna dagli occhi color nocciola intenso, sdraiata sul divano e vestita solo dalla morbidezza di una vestaglia di ciniglia, che non riesce però a smussare la rudezza degli spigoli di un passato ingombrante. Come accade alla protagonista lo stesso capita al lettore che inizia a sfogliare con gli occhi “Il bene tolto” della scrittrice pisana: in un turbinio di salti nel passato, in poche ore, si viene attirati al centro del vortice di sensazioni a volte spensierate, spesso ingestibili, sempre indelebili, fino ad arrivare nelle pagine più oscure e travolgenti dove, a quel punto, nessun lettore potrà voltare lo sguardo per non vedere... Perché il grido di sofferenza scaturito da un bene tolto con la forza riecheggia per anni, a volte per sempre, nel cuore di una donna, sebbene troppo spesso venga soffocato e strozzato nella gola di coloro che vorrebbero liberarsene, ma che non ci riescono: forse perché non è facile farlo, e neppure trovare un ascoltatore in grado di capire...
La scrittura di Giusi D’Urso, pur trattandosi di un argomento così grave, non cade mai nel patetico. Piuttosto il contrario: la forza della protagonista, in tutta la sua fragilità, emerge a ogni tratto, sapendo regalare anche descrizioni incantevoli che, ripescate dallo stesso passato tormentoso, creano parentesi di calma apparente dove profumi e sapori ossigenano scampoli di pace e serenità.
Ho aggiornato il blog Photo Ma.Ma. con un servizio giornalistico sul Fenomeno Pro Ana e Pro Mia, pubblicato su Azione. Generalmene ripubblico solo i reportage, ma in questo caso, dato l'argomento attinente alla blogosfera ho deciso di pubblicare anche questo articolo. Cliccate sull'immagine per leggere il post.
Ricordo che ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Vi aspetto!
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Nome: Manuela Mazzi
Chi sono?
Di certo non sono più adolescente, anche se ad alcuni piace definirmi naif. Sono invece una giornalista, ma non di quelle che diventano famose: non ho intenzione di scendere a certi compromessi. Tuttavia ho intenzione di lottare per continuare a scrivere, a esprimere ciò che ho dentro, a spiegare e raccontare quanto mi va di dire. Ecco il motivo per cui ho deciso di iniziare a scrivere libri... sia mai che in questo modo io riesca finalmente a "parlare al mondo" senza censure di sorta. Il mio nome è Manuela Mazzi.
A metà maggio 2005 è uscito il mio primissimo libro intitolato "L'angelo apprendista", mentre a metà maggio 2006 è stato pubblicato il romanzo "Un caffè a Kathmandu". L'ultimo nato è invece "Un gigolo in doppiopetto" uscito a inizio aprile 2007.
***L'ANGELO APPRENDISTA - IL LIBRO
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***PHOTO MA.MA.
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uncaffeakathmandu
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ISBN: 88-89243-31-7
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Per l'Italia:
In vendita da metà maggio 2006 anche il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, uscito nella collana "Un libro in aiuto" per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma e già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi. Un libro a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.
ISBN: 88-89243-95-3
Per la Svizzera:
Per l'Italia:
A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
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