È un periodo molto intenso di attività di vario genere, insomma: sono incasinata e sommersa dal lavoro. Mi dispiace quindi di non aver più aggiornato i miei blog. Ma vi assicuro che spesso entro a farmi il mio bel giretto. Presto spero di poter aggiornare con qualcosa di più sostanzioso. Nel frattempo auguro già a tutti voi una
BUONA PASQUA
(l'immagine l'ho presa da internet)
...per la seguente segnalazione

Urgente
Sta per andare in onda in questo momento un'intervista che mi hanno fatto: si può ascoltare anche da internet.
Andate su
www.retetre.rtsi.ch
e cliccate sulla RETE UNO - Ascolta la Radio a destra!!!

Non vi dico la sorpresa che mi ha fatto ricevere una telefonata qualche settimana fa.
“Pronto? Manuela Mazzi? Buongiorno. Chiamo dalla redazione di Rai Tre per la trasmissione “Alle Falde del Kilimangiaro”. Ci interesserebbe segnalare il suo libro “Un caffè a Kathmandu”, durante una delle nostre prossime puntate”.
Ho solo un piccolo rammarico: credevo andasse in onda a Pasqua, poi mi ero accorta d’avere scritto su un foglietto “per l’epifania” (dovevo essere completamente partita per l’emozione), mentre infine è andata in onda sotto Natale, e io – purtroppo – quella domenica non c’ero. Quindi la seconda sorpresa è stata poi ricevere le telefonate da alcuni amici che la trasmissione l’avevano invece vista meravigliandosi di sentir parlare di me e del mio libro. Che gioia. Grazie mille a tutta la redazione de Alle falde del Kilimangiaro
Ho aggiornato il blog Photo Ma.Ma. con un servizio giornalistico su SOS Villaggi per Bambini, pubblicato su Ticino 7. In realtà è già trascorso un po' di tempo, ma le vacanze mi hanno vista impegnata un po' troppo, tanto da trascurare anche i miei blog.
Cliccate sull'immagine per leggere il post.
Ricordo che ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Vi aspetto!
Passate a trovarmi anche qui.
Un grazie particolare a Elio Del Biaggio per avermi dedicato
una pagina del suo seguito e interessante sito: fateci un giro!

Ringrazio il Secolo XIX per aver citato il mio libro in un interessante articolo che vi invito a leggere e commentare. (PS: come al solito ci sono capitata per caso... di tanto in tanto amo controllare in google se qualcuno cita Un gigolo in doppiopetto... e a volte capitano queste splendide sorprese).


| Notizia del 14/12/2007 - 15:42 |
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Una locarnese nell'antologia di un concorso letterario internazionale
Scelto un racconto della locarnese Manuela Mazzi nell’ambito del concorso letterario internazionale “Aiutare i bambini CI FA bene”.
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LOCARNO - Selezionato il racconto di una locarnese nell’ambito del concorso letterario internazionale “Aiutare i bambini CI FA bene”. Per quanto non abbia avuto l’onore di ritrovarsi tra i primi tre vincitori è stato comunque scelto tra i racconti giudicati migliori da inserire nell’antologia del premio organizzato dall’associazione non governativa CIFA For Children (http://www.cifaong.it/) antologia che ha preso il titolo dal nome del premio letterario. Il racconto selezionato è quello di Manuela Mazzi, che ha immaginato un dialogo tra due fratellini del terzo mondo, che decidono di scappare di casa per cercare rifugio nella città più vicina. Dove però, invece di trovare libertà e felicità, si trasformano in bambini di strada, come ce ne sono tanti in diversi paesi del mondo in via di sviluppo.
Il tema è caro alla Mazzi, già autrice di tre libri, di cui l’ultimo edito si intitola “Un gigolo in doppiopetto”, dove ad essere sfruttato in questo caso è un uomo. Il racconto selezionato, infatti, si ispira al contenuto del suo romanzo “Un caffè a Kathmandu”, anch’esso pubblicato nella stessa collana “Un libro in aiuto” della casa editrice Progetto Cultura di Roma (www.progettocultura.it), che ha curato la pubblicazione dell’antologia. Entrambi i libri, in effetti, sono in vendita per beneficenza. La raccolta di racconti “Aiutare i bambini CI FA bene” è stata presentata lo scorso finesettimana alla fiera letteraria di Roma: “Più libri, più liberi”, ed è quindi fresco fresco di inchiosto.
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Questo libro puoi acquistarlo su 
Questo mio articolo è già apparso
sul del settimanale ticinese e viene qui approfondito con l'ampliamento della recensione

Presente anche la Svizzera italiana
«Il bene tolto» di Giusi D’Urso apre la rassegna
Libri, editori e autori al Pisa Book Festival
di Manuela Mazzi
«La piccola editoria ti conquisterà». Questo lo slogan del Pisa Book Festival svoltosi l’ultimo finesettimana di ottobre nella città della torre pendente. E tra i «conquistatori» c’era anche la Svizzera italiana. Giunta alla quinta edizione, la fiera quest’anno ha infatti eletto quale proprio ospite la Società Editori della Svizzera Italiana (SESI), nell’ambito del progetto «Paese ospite: una finestra sull’Europa».
La manifestazione, di fatto, ha permesso alla rappresentanza dell’editoria ticinese di far conoscere i propri prodotti, ma anche di presentare il nostro territorio da un punto di vista culturale attraverso temi importanti, come la cultura etica della malattia e della cura, l’italianità all’interno di un federalismo linguistico, l’essere un crocevia mediatico, l’integrazione e l’apertura che nascerà con AlpTransit, e altro ancora.
Alla SESI è stato riservato un intenso programma, tra presentazioni e conferenze, che ha visto impegnati autori, editori, giornalisti, dottori e diversi altri relatori noti nel nostro cantone come: Sandro Bianconi, Chiara Orelli Vassere, Claudia Quadri, Roberto Malacrida e Graziano Martignoni, Pierre Lepori e Francesco Biamonte, Fabrizio e Michele Fazioli, e poi ancora Marco Borradori, Piero Martinoli, Carlo Ossola, Alberto Galla, Tania Giudicetti-Lovaldi e Pietro De Marchi.
Oltre ai diversi incontri la Svizzera italiana è stata presente durante tutti i tre giorni della fiera grazie a uno stand collettivo che esponeva i prodotti dei vari editori locali.
Non sarebbe però un articolo completo se parlando di una fiera letteraria non si citasse almeno un libro meritevole. Ebbene una nota di rilievo va quindi alla presentazione dell’opera che ha avuto l’onore di dare il via al Festival letterario, in concomitanza con altre tre conferenze di cui un seminario, un convegno e un incontro d’autore. Stiamo parlando de «Il bene tolto», romanzo d’esordio della pisana Giusi D’Urso (www.giusidurso.com) appena uscito per le Edizioni Progetto Cultura. In un centinaio di pagine l’autrice ha saputo trattare con straordinaria capacità narrativa un tema delicato come quello della violenza sulle donne e dei rapporti con gli uomini dopo la violenza subita. La scelta del comitato organizzativo di mettere in risalto quest’opera, è stata dettata, oltre che dal valore letterario riconosciutole da subito, anche per sottolineare l’edizione 2007 che coincide con l’anno europeo delle pari opportunità per tutti.
Un libro che dovrebbe venir letto, più che dalle donne che vi si riconosceranno, dagli uomini che desiderano capire e sfogliare pensieri femminili spesso «segreti», o taciuti per mancanza di comprensione da parte del compagno. Una storia che scioglie alcuni nodi della memoria della protagonista, la quale ricompone nel libro la propria storia attraverso forti emozioni.

...continuazione della recensione del libro "Il bene tolto" di Giusi d'Urso
Ho parlato di forti emozioni, sì, perché il libro di Giusi D’Urso è un cofanetto di ricordi vivi, una tormenta di flash back che attanaglia i pensieri di una donna dagli occhi color nocciola intenso, sdraiata sul divano e vestita solo dalla morbidezza di una vestaglia di ciniglia, che non riesce però a smussare la rudezza degli spigoli di un passato ingombrante. Come accade alla protagonista lo stesso capita al lettore che inizia a sfogliare con gli occhi “Il bene tolto” della scrittrice pisana: in un turbinio di salti nel passato, in poche ore, si viene attirati al centro del vortice di sensazioni a volte spensierate, spesso ingestibili, sempre indelebili, fino ad arrivare nelle pagine più oscure e travolgenti dove, a quel punto, nessun lettore potrà voltare lo sguardo per non vedere... Perché il grido di sofferenza scaturito da un bene tolto con la forza riecheggia per anni, a volte per sempre, nel cuore di una donna, sebbene troppo spesso venga soffocato e strozzato nella gola di coloro che vorrebbero liberarsene, ma che non ci riescono: forse perché non è facile farlo, e neppure trovare un ascoltatore in grado di capire...
La scrittura di Giusi D’Urso, pur trattandosi di un argomento così grave, non cade mai nel patetico. Piuttosto il contrario: la forza della protagonista, in tutta la sua fragilità, emerge a ogni tratto, sapendo regalare anche descrizioni incantevoli che, ripescate dallo stesso passato tormentoso, creano parentesi di calma apparente dove profumi e sapori ossigenano scampoli di pace e serenità.
Ho aggiornato il blog Photo Ma.Ma. con un servizio giornalistico sul Fenomeno Pro Ana e Pro Mia, pubblicato su Azione. Generalmene ripubblico solo i reportage, ma in questo caso, dato l'argomento attinente alla blogosfera ho deciso di pubblicare anche questo articolo. Cliccate sull'immagine per leggere il post.
Ricordo che ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Vi aspetto!
Passate a trovarmi anche qui.
Un grazie grande così a DonnaB, collega che gestisce il blog Generazioni al Femminile che ha pubblicato una mia intervista...

Mi permetto di riportare l'intervista siccome è già uscita
più di 10 giorni or sono
Intervistiamo...
Vi presentiamo qui di seguito l'intervista a Manuela Mazzi, una scrittrice importante e di talento che ha pubblicato più volte con la casa editrice Progetto Cultura. Parleremo del suo essere donna e del suo essere scrittrice, dei suoi successi, delle sue idee e del suo rapporto con la casa editrice...
Insomma... aspettiamo le vostre opinioni, amiche di blog! E intanto, buona lettura…
Definisciti in quanto scrittrice.
Forse è più facile dire che cosa non sono, piuttosto che attribuirmi una definizione: non sono una giallista, non sono un’intellettuale, non sono rinchiusa in un genere unico, e quando scrivo non lo faccio per puro esercizio stilistico, ma per comunicare attraverso una forma che non sia il giornalismo, e che mi dia più spazio per raccontare ciò che voglio. Ecco sono una scrittrice affetta da deformazione professionale, una giornalista a cui piace narrare.
Che rapporto c'è tra te e la casa editrice Edizioni Progetto Cultura 2003?
La Edizioni Progetto Cultura 2003 è stata la casa editrice che mi ha aiutata a esordire pubblicandomi il lungo racconto "L’angelo apprendista". Quindi nutro stima e riconoscenza. Tant’è che anche il mio secondo libro, "Un caffè a Kathmandu" è uscito con loro nella collana "Un libro in aiuto"; una forma di pubblicazione e collaborazione con le onlus che ritengo molto bella e utile da un punto di vista sociale: un’idea azzeccata.
Ti senti più una donna che scrive o una scrittrice al femminile?
Una donna che scrive al femminile. E me ne sono resa conto proprio con l’ultimo lavoro. Nel reportage narrativo "Un gigolo in doppiopetto", infatti, scrivo con la forma dell’Io narrante, che nella fattispecie è però un uomo: ovvero il gigolo protagonista che si racconta nel libro. Ebbene devi sapere che non è proprio sempre facile - attingendo comunque le emozioni dal proprio vissuto per meglio descriverle - parlare e scrivere al maschile, essendo io una scrittrice donna… Ma di positivo, c’è che per la prima volta non confondono il protagonista con la mia persona. Come invece è accaduto con i primi due, in cui la protagonista era appunto una donna…
Cosa si prova a vedere la propria ultima fatica, "Un gigolò in doppiopetto", tra i libri più venduti nella Svizzera Italiana?
È davvero una grande soddisfazione. Un’emozione inebriante. Ma non tanto per la statistica o le vendite… ma per il fatto che viene riconosciuto un qualche merito al libro, foss’anche solo l’interesse che suscita il tema trattato.
Ci racconti com'è stata la gravidanza del tuo primissimo libro, "L'angelo apprendista"? Com'è stato darlo alla luce, e poi alle stampe?
È nato tutto da un sogno, che ha poi determinato l’inizio, il prologo del racconto. E di sogni è composto anche tutto il seguito. Certo, c’ho messo un po’ a trovare il filo conduttore che poteva unire storie e ambienti molto diversi tra loro, ma alla fine sono stata soddisfatta dell’insieme. La ricerca dell’editore è invece stata molto, ma molto più difficile e lunga… ogni volta devo mettere in conto almeno un anno di attesa e risposte negative. Prima dell’offerta di Progetto Cultura, avevo già ricevuto alcune proposte di pubblicazione, ma erano tutte fuori completamente di testa (e oggi, con il senno di poi, posso affermarlo senza problemi).
Fortunatamente, infine, sono incappata nella casa editrice romana, che mi ha accolta con entusiasmo, e di ciò li ringrazio. Il resto è stato un lavoro in simbiosi: io e loro, senza tensioni, con tranquillità, nessuna costrizione, discutendo semmai qualche dettaglio, passo dopo passo, nei termini prestabiliti, alla fine è venuto alla luce… un bel parto.
Se dovessi esprimere un'opinione sulla casa editrice, cosa diresti? E, dalla tua esperienza, a chi consiglieresti di rivolgersi alle Edizioni Progetto Cultura 2003?
La Edizioni Progetto Cultura 2003 è una casa editrice seria e allo stesso tempo molto elastica nel rapporto con i propri autori, ma piccola, e ciò la penalizza sul mercato nazionale: insomma sono bravi e capaci, ma non hanno ancora una grande forza editoriale. E non per demeriti, ma perché questo è il mercato del libro di oggi… Ma è proprio questo che li rende "speciali": nonostante le difficoltà non approfittano degli sprovveduti esordienti, bensì li aiutano a inserirsi nel mondo editoriale.
Insomma Progetto cultura ha un profilo basso e tranquillo. Ma rispetto ad altri editori con cui ho avuto a che fare loro sono, finora, di certo i più corretti, attenti e disponibili.
Per questo li proporrei… anzi li propongo agli esordienti che prendono contatto con me via blog chiedendomi consigli.
Un libro, per te, è un mezzo per viaggiare o un viaggio esso stesso?
Devo davvero scegliere? Per me sono entrambi… In quanto autrice, lo scrivere un libro è una buona giustificazione per farmi un viaggio (ad esempio i prossimi saranno Messico e Brasile, per due libri che ho in testa). Mentre da lettrice, mi lascio sempre condurre verso il viaggio contenuto nel libro. Quindi… Che sia fisico o mentale… l’importante è viaggiare!
Che ne pensi dell'idea della nuova collana, "Generazioni al femminile"?
Credo che sia un’ottima trovata. Sempre più donne si dilettano nello scrivere, e a volte ci riescono pure bene ( ? ) . È uno spazio che sicuramente troverà un buon seguito. E quindi incrocio le dita per questa nuova avventura…
Ora, rispetto al 2005 quando hai scritto "Un caffè a Kathmandu", ti senti cresciuta in quanto scrittrice?
In parte sì, anche se ci sono ancora molte cose che vorrei migliorare (per fortuna), ma credo però di aver fatto dei grandi passi avanti: sia nella stesura sia nell’esperienza post-pubblicazione… Lo dico perché a volte ripensando all’ultimo lavoro non vorrei modificare quasi nulla, mentre se penso a "Un caffè a Kathmandu"… wow… cambierei tantissimo. Ecco il motivo per cui mi sento di dire che comunque qualcosa è cambiato dentro la "scrittrice" che c’è in me.
Ringrazio molto l'amico blogger che ha inserito tutti e tre i miei libri,
nel suo ricco contenitore
di "Libri e Film"

Ho aggiornato il blog Photo Ma.Ma. con un seguito del reportage sul Kosovo pubblicato questa volta su Ticino7. Cliccate sull'immagine per leggere il post.
Mentre ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Vi aspetto!
Passate a trovarmi anche qui.
Un grazie grande così, all’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana, ovvero all'UNITAS.
Dopo il CD de “L’angelo apprendista” e de “Un gigolo in doppiopetto”, tra i libri che potranno essere “letti” anche dai ciechi da oggi ci sarà anche “Un caffè a Kathmandu” , che è diventato un audio-libro CD a disposizione di coloro che hanno problemi di vista. Questo prodotto sarà messo in vendita presso la Biblioteca Braille e del libro parlato di via Contra 160 a 6598 Tenero (0041-(0)91.645.61.61).


È apparso l'altroieri un articolo sulla Rivista di Locarno in merito alla donazine di una ingente somma di denaro a favore di Apeiron, grazie a Un caffè a Kahtmandu.

Dal Ticino un grande gesto solidale a favore del Nepal, grazie a un libro scritto dalla giornalista Manuela Mazzi
«Un caffè a Kathmandu» fa… bene
«Cara Manuela, ti ringraziamo molto per il tuo lavoro che ha dato immediati e sostanziosi frutti: qualcuno di un’azienda svizzera di Riazzino ha letto il tuo libro e ha voluto fare una cospicua donazione ad Apeiron di 10.000 franchi…». Questo il messaggio inviato dalla Onlus Apeiron alla locarnese Manuela Mazzi, autrice del libro “Un caffè a Kathmandu” (www.uncaffeakathmandu.splinder.com). Ed è proprio grazie a questo romanzo che un’importante azienda di Riazzino ha deciso di devolvere una somma così considerevole a favore dell’attività della onlus nepalese, che si occupa di salvaguardare i minimi diritti fondamentali dei membri più deboli della società locale.
Ebbene, recentemente, Apeiron ha determinato la destinazione della somma: i diecimila franchi andranno a supportare il progetto «Casa Nepal», nato dalla collaborazione di Himalayan Seeds con l’Associazione Apeiron attiva in Nepal dal 1997 (www.apeiron-aid.org). Si tratta di un centro d’accoglienza che darà rifugio e assistenza a donne vittime di violenza e discriminazione, e a bambini orfani o abbandonati. In Nepal la condizione delle donne influisce evidentemente anche su quella dei bambini, a loro volta vittime dirette o indirette della discriminazione e della violenza. Sempre più numerosi, infatti, sono i bambini che vivono con madri sole perché ripudiate, abbandonate o rimaste sole a causa della guerra. I bambini, poi, sono direttamente colpiti da fenomeni di violenza di varia origine: dalla tratta di esseri umani alla pedofilia, dallo sfruttamento del lavoro minorile, alla tratta delle adozioni a distanza.
«Non avrei mai immaginato – ha commentato Manuela Mazzi – di poter raggiungere un simile risultato grazie a “Un caffè a Kathmandu”. Certo, la speranza era quella di vendere bene così da devolvere il più possibile e allo stesso tempo sensibilizzare i lettori: ma una simile sorpresa non me la sognavo neppure. Mi ha dato una grande gioia e un pizzico d’orgoglio – conclude Manuela Mazzi, che a fine marzo è uscita con il nuovo reportage “Un gigolo in doppiopetto”, che denuncia la storia vera di un gigolo ticinese – il fatto che un così importante gesto solidale sia arrivato proprio dal Ticino. Ringrazio quindi pubblicamente la dirigenza dell’azienda, anche a nome di Apeiron».
Nelle foto:
- Un bambino sullo sfondo della valle di Kathmandu
- Manuela Mazzi con due bambini di strada nepalesi
- Sauro Somigli, attivista e autore della prefazione, con un giovane nepalese.
- Bambini di strada a Pokhara
Ciao carissimi,
On-line ho trovato un sito che vende il mio primissimo libro scontato: si può risparmiare fino a 7 eruo!!!! Così invece di 10 ne paghereste solo 3, se inviate anche una recensione. Che cosa ne pensate?
L' ANGELO APPRENDISTA
Ciao carissimi,
Presto inizieranno le vacanze dell'edilizia, come vengono tradizionalmente definite le ferie di due settimane che partono dal primo di agosto al 15. Bene, se avete in programma giorni di relax, magari al mare, vi ricordo (con un pizzico di invidia, perché io rimarrò a casa) che mi farebbe piacere ritrovarmi con voi sotto l'ombrellone. Come?... beh, semplice... Ad esempio in formato libro 
Ammetto che l'idea me l'ha data un nuovo collega-amico blogger che ho incontato ieri...
In ogni caso eccovi i miei tre piccoli cuccioli:
L'angelo apprendista

(a partire dai 10-12 anni)
ISBN: 88-89243-31-7
dalla Svizzera:
dall'Italia:
Un caffè a Kathmandu

(a partire dai 10-12 anni)
ISBN: 88-89243-95-3
Per la Svizzera:
Per l'Italia:

Un gigolo in doppiopetto

(a partire dai 16-18 anni)
Per acquisti dall'Italia:

ISBN: 978-88-902810-0-6
Per acquisti dalla Svizzera:

Nel frattempo ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Il che non significa che chiuderò quelli già esistenti. Anzi! Vi aspetto!
Passate a trovarmi anche qui.

Ho aggiornato il blog Photo Ma.Ma. con il mio nuovo reportage, questa volta sul Kosovo. Inotlre ho aggiornato anche il blog de "Un gigolo in doppiopetto".
Come segnalato su TicinoOnLine e su La Regione Ticino, grazie a Un caffè a Kathmandu sono stati donati ben 10mila franchi (pari a 6250 euro circa) alla Onlus Apeiron...

Dal Ticino, diecimila franchi a favore dei bambini nepalesi grazie a un libro scritto da una giornalista locarnese. La donatrice è un’importante azienda di Riazzino; l’associazione beneficiaria è l’Apeiron Nepal; il libro è il giallo-rosa “Un caffè a Kathmandu” (www.uncaffeakathmandu.splinder.com); mentre l’autrice del romanzo denuncia è Manuela Mazzi.
Una notizia improvvisa che ha piacevolmente sorpreso sia la onlus sia l’autrice, che negli scorsi giorni è stata avvisata con queste parole: «Cara Manuela, ti ringraziamo molto per il tuo lavoro che ha dato immediati e sostanziosi frutti: qualcuno di un’azienda svizzera di Riazzino ha letto il tuo libro e ha voluto fare una cospicua donazione ad Apeiron di 10.000 franchi…».
La destinazione dell’importante somma è stata definita in questi giorni: i diecimila franchi andranno a supportare il progetto «Casa Nepal», nato dalla collaborazione di Himalayan Seeds con l’Associazione Apeiron attiva in Nepal dal 1997 (www.apeiron-aid.org). Si tratta di un centro d’accoglienza che darà rifugio e assistenza a donne vittime di violenza e discriminazione, e a bambini orfani o abbandonati.
In Nepal la condizione delle donne influisce evidentemente anche su quella dei bambini, a loro volta vittime dirette o indirette della discriminazione e della violenza. Sempre più numerosi, infatti, sono i bambini che vivono con madri sole perché ripudiate, abbandonate o rimaste sole a causa della guerra.
I bambini, poi, sono direttamente colpiti da fenomeni di violenza di varia origine: dalla tratta di esseri umani alla pedofilia, dallo sfruttamento del lavoro minorile, alla tratta delle adozioni a distanza.
«Mi ha dato gioia – ha detto Manuela Mazzi, che a fine marzo è uscita con il nuovo reportage “Un gigolo in doppiopetto”, che denuncia la storia vera di un gigolo ticinese – ma anche molta soddisfazione e un pizzico d’orgoglio, per il fatto che un così importante gesto solidale sia arrivato dal Ticino. Ringrazio di cuore la dirigenza dell’azienda, anche a nome di Apeiron».

RIAZZINO- Dal Ticino un grande gesto solidale a favore del Nepal, grazie a un libro scritto da una giornalista locarnese. Manuela Mazzi, l'autrice di "Un caffé a Kathmandu" ha infatti ricevuto un ringraziamento da parte della Onlus Apeiron che ha beneficiato di una donazione di 10 mila franchi da parte di un'azienda svizzera di Riazzino. La ditta in questione è venuta a conoscenza dell'attività dell'Apeiron proprio grazie al libro scritto da Manuela Mazzi e ha deciso di devolvere una somma così considerevole a favore dell’attività della onlus nepalese, che si occupa di salvaguardare i minimi diritti fondamentali dei membri più deboli della società locale.
Ebbene, in questi giorni, Apeiron ha determinato la destinazione della somma: i diecimila franchi andranno a supportare il progetto «Casa Nepal», nato dalla collaborazione di Himalayan Seeds con l’Associazione Apeiron attiva in Nepal dal 1997 (www.apeiron-aid.org). Si tratta di un centro d’accoglienza che darà rifugio e assistenza a donne vittime di violenza e discriminazione, e a bambini orfani o abbandonati. In Nepal la condizione delle donne influisce evidentemente anche su quella dei bambini, a loro volta vittime dirette o indirette della discriminazione e della violenza. Sempre più numerosi, infatti, sono i bambini che vivono con madri sole perché ripudiate, abbandonate o rimaste sole a causa della guerra. I bambini, poi, sono direttamente colpiti da fenomeni di violenza di aria origine: dalla tratta di esseri umani alla pedofilia, dallo sfruttamento del lavoro minorile, alla tratta delle adozioni a distanza.
«Non avrei mai immaginato – ha commentato Manuela Mazzi – di poter raggiungere un simile risultato grazie a “Un caffè a Kathmandu”. Certo, la speranza era quella di vendere bene così da devolvere il più possibile e allo stesso tempo sensibilizzare i lettori: ma una simile sorpresa non me la sognavo neppure. Mi ha dato una grande gioia e un pizzico d’orgoglio – conclude Manuela Mazzi - il fatto che un così importante gesto solidale sia arrivato proprio dal Ticino. Ringrazio quindi pubblicamente la dirigenza dell’azienda, anche a nome di Apeiron».

Nel frattempo ho aggiornato anche il sito
del mio terzo libro
Un gigolo in doppiopetto
con il video girato da TicinoTV
Ce l’ho fatta. Dico: ce l’ho fatta a fare la mia prima presentazione in assoluto. Oddio, ora è passato un po’ di tempo, a causa di un mucchio di lavoro e qualche influenza… Ma il ricordo è ancora ben presente. L’incontro-presentazione ha avuto luogo a Lugano un mesetto fa, grazie all’ospitalità di Casa Andreina, dell’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana, ovvero la UNITAS.
La splendida e interessante serie di incontri con autori è stata organizzata dalla dinamica e simpatica Raffaella Agazzi, una gentil signora molto attiva nell’ambito culturale a favore dei ciechi. Una spalla che mi è stata vicina e mi ha sorretto durante tutta la presentazione di tutti e tre i miei libri.
Grazie a Raffaella e ai gentili ospiti di Casa Andreina che hanno prestata molta attenzione sono stata quindi tenuta a battesimo con la mia primissima uscita in pubblico.
Una delle cose più belle rimaste nel mio cuore è stato il momento conclusivo della lettura di due pezzi tratti dai libri: dopo un estratto da “L’angelo apprendista”, sono rimasti tutti taciturni, fin quando una simpaticissima signora ha osato a rompere il silenzio dicendo: “avrei tanto desiderato continuare a sentire il seguito…”; mentre dopo il primo capitolo de “Un gigolo in doppiopetto” è scaturito un applauso assolutamente spontaneo… ho ancora i brividi adesso. E di questo devo ringraziare sia Raffaella sia tutti i presenti alla presentazione che mi hanno abbracciato e fatto sentire come in famiglia. Grazie ancora.
Un’ultima cosetta, non irrilevante: “Un caffè a Kathmandu” è in lettura per diventare un audio-libro CD a disposizione di coloro che hanno problemi di vista e sarà messo in vendita presso la Biblioteca Braille e del libro parlato di via Contra 160 a 6598 Tenero (0041-(0)91.645.61.61). Mentre già esistono il CD de “L’angelo apprendista” e de “Un gigolo in doppiopetto”. Fatto che mi fa doppiamente felice sapere che i miei libri potranno essere “letti” anche dai ciechi. Un altro grazie.
Rieccomi, velocemente, ma ci sono. Ho una gran voglia di aggiornare i miei blog, perché da un po’ di tempo sono così di corsa che mi sembra sempre di stare a perdere il treno e intanto il lavoro si accumula.
Quindi… vediamo di fare il punto della situazione. Questo nuovo libro, lo devo proprio dire, mi sta dando delle grandi soddisfazioni. Non fosse altro che per i lettori che sono decisamente aumentati rispetto le prime due esperienze. In compenso pare sempre più difficile farmi pubblicare anche solo un comunicato stampa da alcuni miei colleghi. Ma avranno di certo i loro motivi, che preferisco non sondare. Ci sono stati diversi altri media però che, in compenso, mi hanno dato credibilità e voglio pertanto ringraziarli. Per ora sono stati TicinoOnLine, prima di tutti gli altri, poi il Corriere del Ticino che mi ha pubblicato giusto una brevina, quindi è stata la volta di Azione, il settimanale per cui lavoro, grazie a un altro caro amico è apparsa una recensione anche sul Corriere degli italiani, mentre L’Universo ha segnalato con un bel fototesto il reportage, infine, dopo un’intervista che mi ha fatto un simpaticone di Radio Antenna 2 di Bergamo, è stata pubblicata oggi una video intervista su TicinoTV, occasione che mi ha permesso anche di citare "Un caffè a Kathmandu". Tra i prossimi aggiornamenti quindi pubblicherò le varie recensioni e segnalazioni, ma prima devo ringraziare molto la mitica Giusi d’Urso che mi ha promossa ovunque. Ci sarà il momento giusto che pubblicherò anche i diversi link. Ma per ora è tutto. Domani cercherò di portarmi avanti.
Questa non può aspettare. È stata una sorpresa incredibile oggi quando facendomi un giretto in internet ho trovato una pagina della RTSI (Radio televisione della Svizzera di lingua italiana).
Si tratta della classifica dei libri più venduti in Ticino e nel Grigioni italiano aggiornata all’8 maggio… e… grazie al mio terzo libro "Un gigolo in doppiopetto" sono al 13esimo posto tra fior fiori di libri di blasonate case editrici… vedete un po’ voi: l’ho stampata subito per evitare che al prossimo aggiornamento se ne esca quatto quatto…

SONO FELICISSIMA...
1.Alicia Gimenez-Bartlett: Nido vuoto, Sellerio;
2.Federico Moccia: Scusa ma ti chiamo amore, Rizzoli; rientrato
3.Joseph Ratzinger Benedetto XVI: Gesù di Nazaret, Rizzoli;
4.Paulo Coelho: La strega di Portobello, Bompiani; new
5.Henning Mankell: Il cervello di Kennedy, Mondadori;
e Il maestro di danza, Marsilio;
6.Andrea Camilleri: Le pecore e il pastore, Sellerio;
7.Andrea Vitali : Il segreto di Ortelia, Garzanti;
8.Ildefonso Falcones: La cattedrale del mare, Longanesi;
9.Björn Larsson: Bisogno di libertà, Iperborea;
10.Irène Némirovskij: Jezabel, Adelphi;
11.Alessandro Perissinotto: L’ultima notte bianca, Rizzoli;
12.Gianni Biondillo: Il giovane sbirro, Guanda new;
13.Sophie Kensella: I love shopping per il baby, Mondadori;
e Manuela Mazzi: Un gigolo in doppiopetto, Photo Ma.Ma. editioni;
14.Amos Oz: Non dire notte, Feltrinelli;
e Tracy Chevalier: L’innocenza, Neri Pozza;
Grazie a Nico!!!

